Da: Men's Health

01 January 2015

Piero Rosati: il mago dei capelli, l'uomo dei sogni

Il chirurgo estetico per eccellenza, il mago dei capelli, l’uomo dei sogni. Piero Rosati ha scelto questa professione e ne ha fatto un’arte diventando leader nel suo campo, stimato in Italia e nel mondo dai colleghi e soprattutto dai suoi pazienti, tantissimi uomini e donne, politici, imprenditori, artisti, cantanti, calciatori, sportivi e uomini di cultura o uomini e basta, persone comuni…

 

La tua è una vocazione che ti sei scelto o è arrivata per caso?

 

Mio padre faceva il medico e io fin da ragazzo ho avuto il desiderio di seguire le sue orme anche se allora lui non considerava la chirurgia estetica una scelta vincente.

Lo accompagnavo spesso in auto nel suo giro di visite ai pazienti nelle campagne del mio Abruzzo e da lì è cominciato tutto, quando mi sentivo di dire la loro, gente schietta e sincera, “sbrigati a laurearti ché così poi veniamo da te a farci curare”! Mio padre mi consigliava di continuare a occuparmi dei mal di gola e delle influenze, ma io alla fine ho scelto la chirurgia estetica cercando di prendermi cura non solo del corpo ma anche dello spirito e del benessere dei miei pazienti cercando di farli sentire meglio con se stessi e di conseguenza con gli altri aiutandoli quindi a vivere meglio.

 

Piero Rosati è considerato uno dei più importanti chirurghi plastici al mondo nel campo del trapianto di capelli e della chirurgia ricostruttiva del cuoio capelluto. Si occupa inoltre di blefaroplastica, rinoplastica, lifting, chirurgia estetica e ricostruttiva facciale, lipoaspirazione e liposcultura. Ha la sua clinica a Ferrara dove opera e due studi, uno a Milano ed uno a Roma dove visita.

 

Chi sono i tuoi pazienti? Vanitosi, gente dello spettacolo o anche uomini della strada?

 

Faccio questo mestiere da più di 30 anni e si sono rivolti a me le più svariate tipologie di pazienti. In tutti i sensi. Politici, imprenditori, artisti, cantanti, sportivi, calciatori, uomini di cultura che con la loro faccia in un modo o in un altro ci devono lavorare; ma non sono mai mancati soprattutto persone comuni, giovani e meno giovani nella cui semplicità mi rispecchio. Una delle mie più grandi soddisfazioni sono quei pazienti che 30 anni fa erano dei ragazzi e che ho operato allora e che oggi tornano e mi portano da visitare i loro figli magari con lo stesso problema.

 

“Questo lavoro è il frutto dell’esperienza che adatti a ogni paziente come un abito su misura. Perché non esistono interventi ma pazienti e ogni paziente è una storia a sé.”

 

Una grande esperienza che da Ferrara ti ha reso famoso in tutto il mondo…

 

A 57 anni chiunque lo sarebbe al mio posto; la soddisfazione è vedere qui a Ferrara, nella mia clinica, quasi settimanalmente allievi e medici italiani e stranieri desiderosi di apprendere. Ma quello che mi piace di più trasmettere è che questo lavoro è frutto dell’impegno, della costanza, del sacrificio, della cura del particolare e che non è un mondo di veline e facile successo. È il frutto della tua esperienza che hai stratificato nel corso degli anni e che adatti a ogni paziente comune un abito su misura. Perché non esistono interventi ma pazienti e ogni paziente è una storia a sé. Altrimenti sarebbe come fare un naso sempre uguale che si adatti a tutte le facce, sarebbe terribile. L’obiettivo invece è che quel naso si adatti a quel viso, a quel profilo, a quel mento ed anche a quello sguardo e a quel sorriso. Ogni gesto chirurgico che noi effettuiamo dovrà essere un atto di umiltà, dovrà avere un occhio al presente ma anche al futuro per evitare che qualcosa che oggi può sembrare piacevole tra qualche anno diventi inestetica, scontata o addirittura grottesca.

 

Come ti definiresti? Qualcuno ti aveva definito “l’uomo dei sogni”…

 

Questa chirurgia può migliorare ma non cambia. Se però con quell’intervento o quella correzione tu ti vedi meglio e sei più in armonia con te stesso permettendoti di vivere meglio il rapporto con gli altri, forse vuol dire che è vero; io, come tutti i miei colleghi, siamo degli uomini dei sogni.

 

Oggi su Internet è facile trovare offerte e occasioni low cost… Possiamo fidarci?

 

Sarei molto cauto, la chirurgia estetica e in particolare quella low cost che promette miracoli, spesso da Paesi stranieri, è sempre più dilagante su Internet. Del resto oggi è fin troppo facile promettere qualsiasi cosa o creare aspettative se si è capaci di smanettare su Internet. Il nostro caro “Dottor Google” è un’arma nelle mani anche di persone non sempre sincere o in buona fede che si trincerano magari dietro un bel sito anche molto accattivante. Il miraggio del risparmio “del tutto facile, tutto subito”, magari anche con una piccola vacanza compresa, può generare molte illusioni. Il rischio in questi casi può essere dietro l’angolo, anche se talvolta i segnali per smascherare promesse aleatorie ci sono: parlo dei preventivi e delle diagnosi fatte online, magari inviando solo una foto, o delle cliniche dove ti opera, ad esempio per un trapianto di capelli, non è un dottore ma giovani infermiere, mentre il dottore, che talvolta non è neanche quello che ti è stato proposto dal broker di questa sanità, è un altro e non ti visita nemmeno. In alcuni casi si entra in una sorta di catena di montaggio chirurgica. Quando si spende poco, del resto, un motivo c’è: quasi sempre chi promette questi prezzi low cost può farlo perché salta qualche passaggio e il passaggio che si salta abitualmente è quello della sicurezza per il paziente oltre che della qualità. La mercificazione del trapianto di capelli, ad esempio, sarà la rovina di questa chirurgia se continuerà su questa strada.

 

Alla fine quindi, se ho capito bene, questa chirurgia può far felici molti uomini?

 

L’uomo non cerca di essere bello ma vuole, guardandosi allo specchio, star meglio con se stesso; deve riconoscersi e identificarsi in quella faccia e in quello sguardo. Mi piace dire che l’uomo si guarda allo specchio tanto quanto una donna, ma prima di farlo chiude la porta.

 

La chirurgia estetica, quindi, può aiutare a migliorare?

 

Esatto!

 

Che cos’è la bellezza?

 

Non è facile dirlo. La bellezza è un insieme di fattori talvolta emozionali e imprevedibili, spesso diversi e talvolta nuovi. È unica, è soggettiva e non sempre evidente a tutti, è un dettaglio o l’insieme di tanti elementi. Può essere una simmetria e proporzioni ma non solo. Di certo la bellezza si trasmette alle altre persone attraverso il fascino e l’aura e queste caratteristiche in un uomo, ma anche nelle donne, possono scaturire da molte cose: un modo di sorridere, uno sguardo, il portamento, un modo di parlare, perfino il potere può dare fascino. Tutte cose che possono essere imperfette ma che in quel momento e su quella data persona diventano affascinanti. E poi ti chiedo: di te, preferiresti si dica che sei bello o affascinante?

 

I modelli della bellezza cambiano?

 

In alcuni casi sì e in altri meno. Per esempio, i capelli sono sempre piaciuti e sono sempre stati un simbolo di giovinezza e di forza, fin dall’antichità. Altre cose cambiano: negli anni Cinquanta l’uomo bello era macho e villoso, alla Marlon Brando, ed esibiva con orgoglio i peli sul petto, che già su Rocky e Schwarzenegger negli anni Ottanta erano spariti. Oggi abbiamo eroi e star del cinema rasati e glabri, più fanciulli e introversi, sicuramente più giovani che machi. Ma sono cambiati anche i muscoli: una volta li trovavi solo sotto le canotte bianche di chi lavorava con la vanga e il badile. Oggi li vedi spuntare dai polsini di certi manager in giacca e cravatta, insieme all’abbronzatura fatta sui lettini UV.

 

La lotta alla calvizie coinvolge 1 italiano su 3 oltre i 25 anni. In pratica 12 milioni di italiani adulti soffrono di questo problema. Le percentuali hanno un andamento regolare: il 40% dei quarantenni, il 50% dei cinquantenni, il 60% dei sessantenni per poi passare al 70% dei settantenni. In Europa ogni anno 60 mila uomini si sottopongono al trapianto dei capelli.

 

La chirurgia estetica fa sempre del bene?

 

Certo, soprattutto quando si sa dire anche di no. Non ci sono dubbi sul bene che può fare un intervento di chirurgia plastica su un paziente che ha perso la sua armonia o alcune importanti funzioni a causa di una malattia o di un incidente. D’altro canto il miglioramento del corpo favorisce l’espressione del suo linguaggio, è la nostra interfaccia con il mondo e ci permette di parlare anche restando in silenzio. In chirurgia estetica invece ci sono pazienti che hanno una percezione alterata del proprio aspetto fisico e quello che vorrebbero vedere riflesso nello specchio è quello che vorrebbero essere. Ciò non è possibile ed è lì che bisogna saper dire di no. Mi è capitato, qualche giorno fa, un paziente alla soglia dei 50 anni che voleva fare un trapianto di capelli per riconquistare la moglie dalla quale si stava separando, quasi che la colpa di come erano andate le cose con la moglie, con la quale aveva avuto due figli ed aveva vissuto per più di 20 anni, fosse cancellabile rinfoltendo la capigliatura; ovviamente gli ho spiegato che se non voleva ripetere gli errori fatti nei suoi primi 50 anni doveva lavorare su quello che c’era sotto i capelli, nella sua testa, e non con la chirurgia estetica, e mi sono rifiutato di operarlo.

 

Il bello quindi diventa anche buono e utile…

 

Nei casi di persone che hanno subìto incidenti o malattie l’utilità è evidente e sacrosanta e anche il chirurgo può osare un po’ di più. Ricordo come nel 1998 fui il primo al mondo a fare un trapianto di capelli da una persona a un’altra; si trattava del caso di una ragazza che aveva subìto il trapianto del midollo osseo per guarire da una grave leucemia. Dopo una prova così forte il fatto di non aver più i capelli poteva sembrare una banalità e invece in quel momento per lei era molto importante. Fu per questo che realizzammo il trapianto di capelli prelevandoli dalla sorella che le aveva donato anche il midollo osseo. Tengo però a precisare che il trapianto da donatore, che in seguito abbiamo ripetuto, si può fare solo in questi casi dove il midollo osseo che garantisce il buon esito del trapianto da donatore per la sua complessità e rischi non può essere assolutamente applicabile in individui sani e lo ripeto assolutamente no!

 

Oltre ai capelli però, la chirurgia estetica offre all’uomo molte altre possibilità, per esempio…

 

 

L’uomo giovane pensa al naso, alle orecchie prominenti, al mento, al diradamento dei capelli o, per chi tiene molto alla linea, alle maniglie dell’amore. Gli uomini di mezza età, invece, si crucciano delle rughe, delle borse sopra e sotto gli occhi che sembrano quasi nascondere o ostruire lo sguardo, del doppio mento o di quell’antipatico bargiglio che appesantisce il collo o, infine, di quella pancetta che tanto ci fa penare. E tutto questo perché oggi più di un tempo, vogliamo vivere meglio, più a lungo e conservare la nostra capacità di seduzione e la nostra efficienza professionale.

 
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