Ferrara, il giallo della bandana

Da: La Repubblica

19 agosto 2006

Ferrara, il giallo della bandana

"Il dottor Rosati viene annoverato «fra i prime cinque chirurghi del capello a livello mondiale»."

Voci di rinfoltimento per il premier, il professor Rosati nega: "No, non l'ho mai incontrato"

«Ferrara, il giallo della bandana»

di Jenner Meletti

FERRARA - Il giallo inizia in una casa gialla, in via Piangipane, accanto a quello che era il carcere della città. Qui, in uno studio di due piani, lavora il dottor Piero Rosati, e sulla targa c'è scritto che è un chirurgo estetico, specializzato (fra tante altre cose) in «Chirurgia plastica ed estetica del cuoio capelluto e Chirurgia cutanea». Per insegnare «Chirurgia plastica ed estetica della testa e del collo» viene chiamato, a contratto, anche dall'Università di Ferrara. La casa gialla si affaccia su una corte moderna, con uffici, ditte e appartamenti. In questa corte ferrarese è nata la nuova leggenda dell'estate: «Berlusconi è stato qui, per ore ed ore si è affidato alle mani preziose del dottor Piero Rosati». Non è un caso che la leggenda sia passata di bocca in bocca dopo che in tv è apparso il premier con la bandana. Meglio chiedere al dottore e chiarire tutto.
«Mi vuole incontrare? Ma io non ho fatto nulla», è la prima risposta al telefono. «Vorremmo solo parlare di una cosa...sa, qualcuno avrebbe visto una certa persona...». «Richiami tra dieci minuti». All'orario fissato questa la risposta di una cortese signora: «No, il dottore è impegnato, sta telefonando sull'altra linea». Altri dieci minuti. «Sì, sono io. No, non è il caso di incontrarci. COme? Lei dice che il dottor Berlusconi è stato visto mentre entrava e usciva dal mio studio?». Silenzio. «Secondo me è uno di Forza Italia che ha avuto le visioni. Lo vedono dappertutto». «Mi chiede quale sia la mia specializzazione? Ma non mi prenda per un bimbo. Lo sanno tutti: ho fatto anche interviste a La Repubblica - Salute». Il dottor Rosati viene annoverato «tra i prime cinque chirurghi del capello a livello mondiale». Suo paziente è stato anche Antonio Conte, della Juventus. «Non insista, nessun incontro. Il mio nome sul giornale? E io smentirò. Anzi, smentisco adesso: il dottor Berlusconi non è mai entrato nel mio studio, il dottor Berlsuconi non è un mio cliente».
E allora, come nasce la leggenda? «Leggenda? E chi erano - racconta una ragazza - quei sei giovanotti che il 5 agosto sono rimasti qui nella corte tutto il giorno? Avevano gli auricolari, erano guardie del corpo». «Il premier aveva un'Audi uguale a quella che si vede in tv, e dietro una monovolume con la scorta». «Io l'ho visto entrare al mattino alle 9. Se non era Berlusconi, era la sua controfigura. E' uscito alle 7 di sera, in testa un berrettino alla Lucio Dalla».«No, aveva un cappellino, e sotto si vedeva una fasciatura». «Aveva una camicia blu e i pantaloni scuri. Quel giorno noi della ditta... all'ora di pranzo siamo rimasti senza panini. Siamo andati al bar Crystal, qui di fronte, e ci hanno detto che tutto era già stato preso dallo studio Rosati». Scende una sera che non disturba l'afa, e il giallo torna nella casa gialla.

 
La Repubblica - Ferrara, il giallo della bandana