Cura della Calvizie: domande e soluzioni

La calvizie o alopecia maschile si può curare?

Ho sempre ritenuto che non esistano ad oggi cure per la calvizie androgenetica e che se è destinato che i capelli debbano cadere, cadono. Ci sono alcuni farmaci quali il Minoxidil (si tratta di una lozione) o la Finasteride (è un farmaco che va assunto per bocca quotidianamente) che in alcuni pazienti soprattutto giovani possono ritardare il processo di caduta dei capelli se assunti con regolarità e per un periodo sufficiente; il neo però di tali terapie è che alla sospensione, gli effetti ottenuti in anni di trattamento svaniscono in pochi mesi.

Pertanto la cosa migliore è rivolgersi al proprio dermatologo per un eventuale valutazione dei pro e dei contro di tali terapie (Minoxidil e Finasteride) che possono anche essere utilizzati in associazione, facendo particolare attenzione anche agli effetti collaterali, non solo immediati ma anche a lungo termine.

Perdo i capelli a ciocche, cosa posso fare?

Si rivolga al suo dermatologo di fiducia per avere una diagnosi (alopecia androgenetica, alopecia areata, ecc.).

Fatta la diagnosi si potrà individuare l’eventuale terapia se opportuna e se il suo dermatologo di fiducia lo riterrà utile, interpelli pure un chirurgo della calvizie per eventuali approfondimenti e previsioni riguardo all’evoluzione oltre ad eventuali possibilità future di trattamento chirurgico.

Come fermare la caduta dei capelli - rimedi

Qual è il metodo migliore per curare la calvizie?

Ho sempre ritenuto che non ci sono cose facili o difficili ma cose che si sanno fare e cose che non si sanno fare, tutto ciò finalizzato al raggiungimento di un obiettivo.

Allo stato attuale la tecnica migliore nella correzione chirurgica delle calvizie sarebbe l’espansione del cuioio capelluto ma tale tecnica che permetterebbe una ridistribuzione omogenea e naturale dei capelli sulle aree calve non è attuabile di routine perché comporta, a causa della temporanea presenza degli espansori, una scarsa presentabilità per 2-3 talvolta 4 mesi. Pertanto tale tecnica è riservata solo a calvizie cicatriziali, post traumatiche o conseguente ad importanti interventi neurochirurgici dove la malattia di base comporta già di per sé una lunga convalescenza. Le immagini che seguono spiegano meglio il concetto mostrando una paziente operata per un tumore cerebrale dai neurochirurgi ed alla quale ho ricostruito il cuoio capelluto con gli espansori.

È sempre importante non identificarsi nei risultati degli interventi perché come sempre in chirurgia non esistono tecniche ma pazienti.

Espansione cutanea per la cura della calvizie

Viste queste immagini, capite perché un paziente sano con un’alopecia androgenetica può non essere disponibile ad avere per 2-3 mesi una vita sociale somigliando ad ET pur potendo svolgere normali attività. Da ciò capite perché la tecnica più diffusa e che permette di ottenere i migliori risultati sia l’autotrapianto di capelli con tecnica FUT che comporta sicuramente una minore e molto più breve riduzione della vita sociale nell’immediato post operatorio. Ricordate in ogni caso che la migliore tecnica è quella che il chirurgo sceglie dopo averle provate tutte sapendole fare tutte ed utilizzando buon senso con pazienti motivati, ben informati e con aspettative realistiche.

Per ulteriori chiarimenti sulla tecnica FUT, visita la pagina Differenze tra tecnica FUT e FUE.

PRP-HT: è una tecnica efficace?

PRP-HT vuol dire Platelet rich plasme hair terapy; in pratica il PRP è plasma autologo arricchito di piastrine per centrifugazione ed è destinato a produrre un’amplificazione o una riattivazione ed accelerazione dei fenomeni di cicatrizzazione naturali.

Pertanto dove c’è un processo cicatriziale che deve essere regolato, migliorato o stimolato, esiste una sua buona indicazione.

Il PRP permette inoltre il miglioramento di fenomeni cicatriziali in patologie quali le tendinopatie. Ma non bisogna pensare che sia una panacea.

Da qualche anno il suo utilizzo è stato introdotto anche nel trattamento dell’alopecia androgenetica e noi, tra i primi, abbiamo effettuato una sperimentazione gratuita su un gruppo di pazienti ma i risultati sono stati molto poco incoraggianti.

Personalmente, quindi, anche nelle sue più recenti varianti non lo consiglio nel trattamento delle alopecie androgenetiche (calvizie maschili).