Domande frequenti sulla caduta dei capelli

La calvizie è colpa del nonno materno?

La calvizie androgenetica è ereditaria.

Per comprendere meglio l’ereditarietà di questo fenomeno dobbiamo specificare che il sesso di un individuo è determinato dai 2 cromosomi sessuali: XX per la femmina e XY per il maschio.

Gli studi di genetica hanno dimostrato che l’ereditarietà della calvizie è poligenica, cioè vi sono più geni responsabili della sua manifestazione, ma la maggior parte di essi risiedono sul cromosoma X.
Nel maschio il cromosoma X è dato dalla madre che lo ha ereditato dal padre.

L’ereditarietà della calvizie androgenetica, quindi, può dipendere dal nonno materno.

In che modo la vitamina B5 o acido pantotenico può influenzare sulla vita dei capelli?

La vitamina B5 è la vitamina dei capelli per eccellenza, favorisce la ricrescita e migliora lo stato dei capelli soprattutto quando sono secchi, fragili o hanno tendenza a diventare grigi o bianchi.

Quasi tutti gli alimenti la contengono ma specialmente le carni, i prodotti caseari, i funghi, le uova, i cereali, il lievito di birra e la pappa reale. La vitamina B5 è incorporata in diversi prodotti per capelli per uso topico (lozioni o shampoo).

Il fumo danneggia i capelli?

Il fumo di sigarette danneggia i capelli attraverso diversi meccanismi.
La nicotina ha un’azione vasocostrittrice sulla microcircolazione determinando una diminuzione dell’ossigenazione del sangue che, attraverso la papilla dermica, arriva al bulbo pilifero inducendo un telogen effluvium (caduta dei capelli). Abbiamo una inibizione dell’enzima aromatasi, enzima che trasforma gli ormoni maschili in estrogeni (con azione protettiva nei riguardi dei capelli) provocando un aumento degli ormoni maschili a livello dei follicoli piliferi e alterandone il loro ciclo riproduttivo. Inoltre la nicotina, depositandosi sul cuoio capelluto modifica la composizione chimica del sebo, sbilanciando l’equilibrio batterico della cute dei capelli e del tessuto epidermico aumentando il rischio di infiammazione dei follicoli.

Sicuramente il fumo ha un’azione negativa sulla “salute” dei capelli.

I prodotti cosmetici per capelli possono provocare la caduta dei capelli?

I prodotti cosmetici per capelli, come il gel, la lacca, lo shampoo, il balsamo ecc., migliorano l’aspetto del fusto dei capelli, lo proteggono dagli agenti atmosferici e dall’usura del tempo, ma non svolgono alcuna azione difensiva nei confronti del follicolo pilifero e quindi non sono causa della caduta dei capelli o diradamento, poiché agiscono solamente sul fusto dei capelli e non arrivano alla radice dei capelli situata in profondità nel derma.

Il cloro della piscina, può provocare la perdita dei capelli?

Il cloro presente nell’acqua della piscina è una sostanza molto disinfettante, proprio per questo è particolarmente aggressiva sia sulla pelle che sui capelli alterandone il pH, riducendo il film idrolipidico della pelle e dei capelli.

Il cloro però non provoca la caduta dei capelli e non incide sul diradamento dei capelli, può eventualmente danneggiarne il fusto e favorire la comparsa di doppie punte. Per proteggere i capelli è bene indossare la cuffia ed è necessaria una completa cura dei capelli, idratando molto bene i capelli dopo il bagno in piscina.

Possono manifestarsi allergie del cuoio capelluto?

L’allergia è un fenomeno del sistema immunitario caratterizzata da reazioni eccessive portate da particolari anticorpi nei confronti di sostanze abitualmente innocue (allergeni). Le allergie sono caratterizzate da una risposta infiammatoria agli allergeni; locale o sistemica. I sintomi locali tipici sono: rigonfiamento delle mucose nasali, starnuti e scolo liquido, arrossamento e prurito della congiuntiva, irritazione alle vie aeree, broncocostrizione, attacchi d’asma, dermatite allergica come eczemi e dermatite da contatto.

Le reazioni allergiche del cuoio capelluto sono dovute, il più delle volte, a prodotti utilizzati per le permanenti e le tinture. Possono stimolare 2 tipi di reazioni: una immediata ed una ritardata. Quella immediata si manifesta quasi subito con un forte prurito e anche arrossamento del cuoio capelluto. In altri casi, invece, l’allergia si presenta con un leggero prurito iniziale, tanto che spesso è sottovalutato per poi manifestare effetti più fastidiosi come gonfiore e lacrimazione degli occhi, rigonfiamento della fronte ed un arrossamento del cuoio capelluto con conseguente desquamazione. Si distingue l’allergia ritardata, in quanto si manifesta in modo molto lieve la prima volta che la pelle viene a contatto con l’allergene per poi peggiorare nei successivi contatti. Altri prodotti che possono creare allergia possono essere: gli shampoo, le lozioni, le lacche, e le brillantine

L’alimentazione influisce sulla salute dei capelli?

Un’alimentazione sana ed equilibrata è anche importante per la salute dei capelli. La composizione chimica dei capelli è costituita per il 65/96% da proteine solide quali la cheratina, sostanza principale della struttura dei capelli, e per il resto da acqua, grassi, pigmenti e oligoelementi. La cheratina del capello è una proteina composta da due amminoacidi essenziali, la cistina e la lisina, chiamati “essenziali” perché l’organismo non è in grado di produrli da solo. Diventa indispensabile assumerli con il cibo o con integratori alimentari. Tali aminoacidi li ritroviamo principalmente nella carne e nel pesce. Una dieta alimentare carente di queste proteine rende i capelli fragili, sottili e favorendo la comparsa di doppie punte. Il bulbo pilifero è alimentato da altri due tipi di aminoacidi, la Taurina e l’Arginina che si ritrovano soprattutto in carni rosse, uova e pesce. Questi alimenti andrebbero mangiati almeno 2/3 volte alla settimana, perché servono a rinforzare i capelli conferendo maggior volume e robustezza.

La salute dei capelli è influenzata anche da un’adeguata assunzione di minerali, spesso carenti nell’alimentazione odierna. Un’alimentazione bilanciata dovrebbe sempre contenere i seguenti oligoelementi:

Ferro: presente nella carne rossa, negli spinaci, nella frutta, fondamentale nella sintesi dell’emoglobina per l’ossigenazione del sangue che nutre il cuoio capelluto, nella produzione di pigmenti che colorano i capelli.

Rame: si trova negli spinaci, nei crostacei e nelle patate, contribuisce alla sintesi della melanina che colora i capelli e previene la canizie.

Magnesio: presente nelle verdure e nelle arachidi, favorisce lo sviluppo di enzimi che intervengono sia nella produzione di melanina che nella ricrescita dei capelli

Zinco: che troviamo nella carne e nel pesce, favorisce l’attività delle cellule germinative della matrice e di conseguenza la crescita dei capelli.

Zolfo: presente nelle carni bianche, nel fegato e nel prosciutto, corregge i capelli deboli e sfibrati.

Anche le Vitamine sono fondamentali alla salute dei capelli.

La vitamina E può aiutare a combattere la calvizie?

La vitamina E o Tocoferolo è essenziale per la vita dell’uomo, è una vitamina liposolubile, cioè solubile nei grassi e il suo ruolo principale è quello antiossidante cioè quello di proteggere i tessuti dell’organismo da vari fattori aggressivi quali: radicali liberi, fumo, inquinamento, ecc..

Le principali fonti di vitamina E sono gli oli vegetali (arachidi, mais, girasole, soia, palma, ecc.), germe di grano, nocciole, noci, mandorle e verdure a foglia verde. Il contenuto vitaminico contenuto negli alimenti diminuisce con la cottura, soprattutto frittura e cottura al forno.

Un recente studio svolto in Malesia dalla dottoressa Sharon Ling, direttrice della Scuola di Scienze Farmaceutiche della Malesia, ha ipotizzato e sperimentato l’utilizzo della vitamina E, in particolare dei Trocotrienoli (contenuti nella vitamina E) nel curare la calvizie ed in particolare l’alopecia androgenetica.

Sono stati presi in esame 28 uomini di età compresa tra i 18 e i 59 anni con problemi di calvizie e sono stati divisi in due gruppi. Al primo gruppo è stato somministrato del Trocotrienolo e all’altro gruppo del placebo. Al termine dello studio i soggetti trattati con Trocotrienolo hanno ottenuto un rafforzamento dei capelli del 40% mentre agli appartenenti al gruppo trattato con placebo non sono stati rilevati cambiamenti significativi.

Questi risultati dovranno essere verificati e approfonditi.

Certamente la sola assunzione di vitamina E non potrà curare la calvizie, ma in caso di deficit aiuterà al rafforzamento dei capelli e non ultimo apporterà benefici a tutto l’organismo.

I prodotti a base di cheratina come il “Nanogen”,” Toppik”, “Kmax” fanno male ai capelli?

Questi prodotti, di cui il “Nanogen”, il “Toppik” e il “Kmax” sono i più conosciuti, sono composti da microfibre di cheratina (la stessa proteina che costituisce i capelli) caricate elettrostaticamente per aderire meglio al capello e vengono utilizzati per mascherare il diradamento dei capelli.

Sono prodotti generalmente innocui che non fanno male, solo in alcuni casi si possono manifestare disturbi come prurito o arrossamenti della cute dovuti probabilmente ad una ipersensibilità o allergia più che alla cheratina ai vari eccipienti dei prodotti. E’ importante, in ogni caso, una buona detersione giornaliera del cuoio capelluto.

Questi prodotti si presentano come una polvere colorata (ne esistono molte tonalità di colore) che vengono applicate capovolgendo la confezione sopra i capelli e picchiettando il fondo per far uscire il prodotto da piccoli fori fino ad ottenere il risultato desiderato.

Le microfibre di cheratina aderiscono al fusto del capello e in parte al cuoio capelluto.

Possiamo paragonare l’effetto estetico di questa applicazione ad un albero spoglio a cui vengono aggiunte delle foglie per aumentarne la foltezza e diminuirne la trasparenza.

Dopo l’applicazione, per aumentare il legame con i capelli, il prodotto viene fissato utilizzando uno spray fissante (tipo lacca).

Le microfibre di cheratina vengono rimosse lavando i capelli con un normale shampoo.

Per ottenere un buon risultato estetico è indispensabile che i capelli ci siano per dar modo alle microfibre di cheratina di legarsi a loro. Se il diradamento è accentuato questo non sarà possibile.

Quando il diradamento è importante la migliore soluzione per migliorare l’aspetto estetico della propria capigliatura è il trapianto di capelli.

Tagliare i capelli è il metodo migliore per rinforzare i capelli?

Il taglio o la rasatura dei capelli non servono assolutamente a rinforzare i capelli. Il taglio, eventualmente, permette solo di eliminare la parte danneggiata e/o sfibrata del fusto dei capelli, come ad esempio le doppie punte.

In che modo la vitamina B4 o adenina può influenzare sulla vita dei capelli?

Adenina o Vitamina B4, è un composto organico appartenente al gruppo delle basi azotate. Partecipa alla pigmentazione di tutto il sistema pilifero.
È contenuta specialmente nel lievito di birra, nei reni e nel cuore del bue e nel tuorlo dell’uovo. Si può assumere tramite compresse in combinazione con le altre vitamine del complesso B.

L’odore “sebaceo” dei capelli si può migliorare?

Il sebo è prodotto dalle ghiandole sebacee ed esercita una protezione naturale che mantiene equilibrato il pH e il film idrolipidico del cuoio capelluto preservandolo dalla disidratazione e svolgendo un’azione antibatterica.
In alcune occasioni (ad esempio fattori ambientali, trattamenti per capelli errati, cause alimentari, stress, malattie, ecc.) la produzione di sebo, sostanza oleosa, diventa eccessiva e può andare incontro ad un irrancidimento ossidativo emanando un odore sgradevole.
Esistono shampoo e prodotti anti odore ma questi ultimi, come i deodoranti, possono risultare irritanti e anche provocare allergie. Inoltre shampoo troppo aggressivi possono scatenare un effetto rebound dove la cute diventa troppo secca e, per compensazione, lo strato idrolipidico comincia a produrre più sebo aggravando il problema.

Che cos’è la tricotillomania?

La tricotillomania è un disturbo ossessivo compulsivo che porta una persona a tirare e strapparsi i capelli, le ciglia, le sopracciglia, la barba e i peli di tutto il corpo (anche quelli pubici) causando di conseguenza una perdita di capelli e peli creando evidenti aree di calvizie. Solitamente le zone principali di estirpazione sono il cuoio cappelluto ed il viso. La persona affetta da tricotillomania può servirsi delle proprie unghie, di pinzette o altri strumenti. Lo strappare i peli o i capelli è una sorta di piacere che distoglie dall’ansia o dallo stress che si sta provando. A volte questo comportamento può essere fatto in modo volontario, ma più spesso è del tutto inconsapevole. Tale disturbo non comprende l’abitudine di accarezzare, arrotolare i capelli con le dita, in quanto la patologia si manifesta con lo strappare i capelli nel vero senso della parola. Questi comportamenti possono determinare aree alopeciche permanenti.

Il DNA e la predisposizione genetica alla calvizie, che c’è di vero?

Nel DNA è scritto come siamo e come saremo. Ad esempio è scritto il colore, lo spessore, la forma dei nostri capelli, ma è anche scritto quando inizierà l’incanutimento cioè l’imbiancamento e, se programmato, quando inizierà la calvizie androgenetica, cioè la perdita, purtroppo, permanente dei nostri capelli su base ereditaria.
Lo studio del genoma, cioè del nostro patrimonio genetico, ha conseguito negli ultimi anni dei grossi risultati. Sono state identificate le funzioni di moltissimi geni, ma ce ne sono ancora centinaia di cui non sappiamo nulla e sono allo studio di molti ricercatori internazionali.
Spesso il manifestarsi di un fenomeno, come ad esempio la calvizie androgenetica, è dovuta all’azione combinata di più geni.

Attualmente il test del DNA ovvero l’analisi genomica, ci permette di prevedere su base probabilistica che il fenomeno avverrà, ma è altrettanto vero che saperlo non impedisce che si avveri.
Le terapie valide per contrastare la calvizie comune sono scarse e spesso più che arrestare il fenomeno lo rimandano di qualche anno.

Siamo convinti che in futuro la conoscenza del genoma umano sarà sempre più profonda e probabilmente l’ingegneria genetica permetterà a molti disordini di non manifestarsi e speriamo che tra questi vi sia anche la calvizie androgenetica.

I due termini “caduta” e “calvizie” hanno significati differenti?

Con il termine caduta si sottolinea un processo naturale e fisiologico che fa parte del ciclo di vita del capello; mentre con il termine calvizie si indica una patologia specifica che si verifica quando la perdita non è reintegrata da nuovi capelli.
Il fenomeno della calvizie tendenzialmente colpisce più il genere maschile rispetto a quello femminile in quanto la causa principale è dovuta principalmente a fattori genetici e ormonali che nell’alopecia androgenetica coesistono e determinano la principale causa di calvizie nell’uomo.

La psoriasi può influenzare la caduta dei capelli?

La psoriasi è una malattia dovuta a più fattori: fattori genetici, fattori immunitari e fattori ambientali.
E’ una malattia infiammatoria cronica, non infettiva, non contagiosa e recidivante che colpisce moltissimi individui. Si può manifestare con chiazze di colore più intenso al rosa della pelle sana e ricoperte da squame argentee simili alla forfora.
Raramente è causa di un aumento della caduta dei capelli in quanto le alterazioni cutanee espressioni della patologia sono superficiali e non arrivano ad interessare lo strato più profondo sede della papilla germinativa del follicolo pilifero.

Il massaggio durante lo shampoo fa bene al cuoio capelluto?

Se durante lo shampoo eseguiamo un massaggio ben eseguito, otteniamo una stimolazione della circolazione del sangue e, di conseguenza, una maggiore vitalità dei capelli.
È importante soprattutto quando bisogna applicare le frizioni post lavaggio. Si esegue con un movimento circolare e leggero dei polpastrelli, muovendo la cute senza strofinarla, altrimenti i capelli si possono anche danneggiare e spezzare.

Quali sono le vitamine che possono influenzare la vita del capello?

Praticamente tutte le vitamine influenzano più o meno la struttura del capello e il loro stato. Alcune sono importanti perché hanno ripercussioni sulla papilla dermica e ne favoriscono l’apporto sanguigno.

Le le più significative sono la vitamina B12, P e PP. Le vitamine B5 o acido pantotenico, la B8 o biotina, la B4 o adenina, la B6 o piridossina, la A, la E o tocoferolo e la F sono riconosciute clinicamente perché hanno un’azione diretta sulla salute dei capelli.

In che modo la vitamina F può influenzare sulla vita dei capelli?

La vitamina F comprende tre tipi di acidi grassi polinsaturi: acido linoleico, acido linolenico e acido arachidonico che si presentano come olii vegetali liquidi. La vitamina F è indispensabile nella formazione della membrana cellulare, conserva l’elasticità delle pareti delle arterie, nutre la pelle rendendola morbida ed elastica.

Una carenza di vitamina F determina un cuoio capelluto pallido e secco, i capelli diventano secchi, fragili e tendono a spezzarsi. Le irritazioni e le infezioni locali (dermatiti, eczemi) diventano più frequenti favorendo la caduta prematura dei capelli. È contenuta soprattutto negli oli vegetali polinsaturi di mais e di girasole. Solitamente si applica localmente con una lozione contenente anche vitamina E.

Di recente sulla stampa è comparsa la notizia di una nuova pillola anticalvizie (Tofacitinib), cosa c’è da sapere?

Il Tofacitinib è un farmaco indicato nel trattamento degli adulti affetti da artrite reumatoide, che hanno presentato una risposta inadeguata o intolleranza al Metotrexate. Ricercatori dell’Università di Yale trattando, un giovane paziente affetto da psoriasi a placche e alopecia universale con il Tofacitinib, dopo 8 mesi hanno osservato che il paziente aveva avuto un miglioramento significativo della psoriasi e la completa ricrescita di tutti i peli ed i capelli. Ricercatori della Columbia University Medical Center, visti i risultati ottenuti all’Università di Yale, hanno deciso di provare lo stesso farmaco sui topi, ottenendo una ricrescita dei bulbi piliferi. Perciò hanno ipotizzato che questo farmaco sia in grado di promuovere la ricrescita dei capelli nei soggetti affetti da alopecia areata, anche se sappiamo che in tale patologia i capelli sarebbero potuti ricrescere anche senza terapia con Tofacitinib.

Questo farmaco presenta molti effetti collaterali riducendo la capacità del sistema immunitario di combattere le infezioni, tra cui la tubercolosi. Tofacitinib può aumentare il rischio di sviluppare alcuni tumori e di manifestare perforazioni a livello gastrointestinale.

Un bravo chirurgo come riconosce e tratta l’alopecia diffusa?

L’Alopecia Diffusa (DPA-Diffuse Patterned Alopecia) a differenza della Calvizie Maschile (MPB) e quella femminile (FPHL) tende seguire la scala di Norwood e Ludwig. La perdita di capelli è essenzialmente come nella calvizie maschile, tuttavia le aree interessate non diventano completamente calve ma subiscono un diradamento diffuso in tutta la parte anteriore, la corona ed il vertice. Come nella calvizie maschile e in quella femminile i pazienti con DPA preservano i capelli sui lati e sul retro del cuoio capelluto e talvolta mantengono una linea di capelli ben definita. Per questo motivo risulta difficile diagnosticarla soprattutto nelle fasi iniziali. La diagnosi comprende un attento esame di tutto il cuoio capelluto, test dei capelli, demoscopia e una biopsia del cuoio capelluto nei casi incerti. La DPA spesso risponde bene ai trattamenti medici per la perdita dei capelli, come Finasteride e la lozione di Minoxidil e in molti casi i pazienti possono rivolgersi alla chirurgia della calvizie per poter vedere ricrescere i propri capelli.