Trapianto di capelli, autotrapianto

Ecco un insieme di argomenti riguardanti il trapianto di capelli, con le risposte alle domande più frequenti.

Cosa succede dopo l’intervento sulla parte operata?

Dopo l’intervento su ogni tagliettino si formerà una piccola crosticina. A cicatrizzazione avvenuta la crosticina si staccherà lasciando un segnetto rosato che con il tempo tenderà a schiarirsi.

Con la crosticina potranno cadere anche i capelli ad essa inglobati, non bisognerà preoccuparsi; dalla zona trapiantata dopo circa tre mesi cominceranno spuntare i nuovi capelli che cresceranno con il ritmo e modalità simili alla loro sede di origine. I punti di sutura dell’area donatrice verranno rimossi dopo 7-10 giorni dall’intervento.


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AUTOTRAPIANTO DI CAPELLI: DIFFERENZE TRA FUT E FUE

NOVITÀ: Oltre a FUT e FUE, è utile considerare i vantaggi della tecnica CFU.

La differenza tra FUT e FUE nell’autotrapianto di capelli sta nella tecnica di prelievo delle unità follicolari.

La tecnica Fut (Follicolar Unit Transplantation) è una tecnica di autotrapianto di capelli che consiste nel prelievo di una striscia di cuoio capelluto (STRIP) dall’area donatrice che viene quindi suturata. L’esito del prelievo della STRIP è abitualmente una sottilissima cicatrice della larghezza di meno di 1 mm. che può essere mascherata anche sotto i capelli molto corti.

Tale cicatrice potrà essere riutilizzata per ulteriori prelievi di successivi interventi rimanendo abitualmente ugualmente sottile. Per fare questo tipo di prelievo  non è necessario rasare tutta l’area donatrice. Una volta ottenuta la STRIP sotto diretto controllo visivo verranno estratte le unità follicolari avvalendosi del prezioso aiuto di sistemi di ingrandimento che possono essere o particolari  tipi di microscopi o idonei occhialini dotati di binocolini ingrandenti.

Tale tecnica estremamente precisa e minuziosa riduce al minimo il traumatismo dell’estrazione delle unità follicolari ed in mani esperte riduce anche i tempi tra espianto e reimpianto; infatti, più brevi sono questi tempi , maggiore è la percentuali di attecchimento.

Con la tecnica FUT si possono avere elevatissime percentuali di attecchimento di capelli trapiantati non paragonabili a quelle della FUE che sono nettamente più basse.

La Fut richiede grossa esperienza, un’équipe chirurgica ben addestrata, ambienti e procedure idonei  e non è alla portata di tutti i chirurghi.

In sintesi riassumiamo nella tabella di seguito vantaggi e svantaggi della FUT:

 

Vantaggi della FUT:

1) elevata percentuale di attecchimento e ricrescita dei capelli trapianatati rispetto alla Fue

2) cicatrice unica ed abitualmente sottilissima anche dopo più interventi nel tempo

 

Svantaggi della FUT:

1) richiede buona esperienza chirurgica ed un’équipe ben addestrata

2) non si presta ad operazioni commerciali o di marketing da parte di gruppi commerciali

3) ha costi più elevati di esecuzione, personale, materiali e sale operatorie offrendo agli operatori minori margini di guadagno.

 

I vantaggi della FUT sono gli stessi che si hanno con la tecnica di autotrapianto di capelli CFU. Con la CFU si hanno inoltre vantaggi estetici rilevanti, come un effetto più naturale dell'attaccatura dei capelli nella parte frontale e una maggior foltezza sul capo.

 

La tecnica FUE (Follicolar Unit Extraction) è una tecnica di autotrapianto di capelli con prelievo diretto delle uità follicolari.

Tale tecnica già utilizzati più di 25 anni fa da alcuni chirurghi tedeschi, italiani e francesi quale evoluzione della tecnica punch (quella a ciuffetti di bambola) fu presto abbandonata a favore della tecnica STRIP (FUT) che dava percentuali di ricrescita di capelli molto più elevate. Ma siccome, purtroppo, in un settore come quello della calvizie e della sua correzione c’è sempre  stato un indirizzo molto commerciale da parte di alcune organizzazioni, negli ultimi anni questa tecnica è stata “ripescata” come novità secondo il vecchio detto che “non c’è niente di più facile in chirurgia che dare un nuovo nome ad una vecchia tecnica”.

Tornando a noi, la tecnica FUE consiste nel prelievo delle unità follicolari nell’area donatrice con bisturi circolari molto più piccoli ma simili a quelli usati per la tecnica a ciuffetti di bambola; tale prelievo può essere fatto a mano o con l’ausilio di un sistema rotante motorizzato.

Trattandosi però di un prelievo alla cieca nello spessore del cuoio capelluto non sempre l’unità follicolare nel prelievo può essere “centrata” oppure come altrettanto spesso succede può essere danneggiata (transezione) o si possono danneggiare le unità follicolari contigue a quelle del prelievo. Da ciò si capisce come le percentuali di ricrescita dei capelli sono significativamente più basse rispetto alla FUT.

Non è inoltre vero che non c’è cicatrice perché ce ne sono tante, molto piccole ognuna corrispondente ad ogni singolo prelievo . Tutte queste piccole cicatrici scompaginano l’anatomia della zona donatrice per cui un secondo eventuale prelievo per un successivo autotrapianto risulterà più difficoltoso con percentuali di ricrescita ancora più basse e possibilità di formazione nell’area donatrice di chiazze di diradamento molto evidenti visibili con i capelli lunghi causate dalle tantissime piccole cicatrici confluenti.

La tecnica richiede inoltre la totale rasatura dell’area donatrice  cosa spesso non gradita ai pazienti.

 

Vantaggi della FUE:

1) il primo passo per medici debuttanti nelle tecniche di autotrapianto di capelli

2) non richiede grossa esperienza chirurgica né équipe ben addestrata

3) ben si presta  a campagne pubblicitarie e di marketing da parte di gruppi commerciali

4) ha costi più bassi di esecuzione, personale, materiali e sale operatorie permettendo agli operatori o chi per loro, maggiori margini di guadagno

 

Svantaggi della FUE:

1) bassa percentuale di attecchimento e ricrescita dei capelli rispetto alla FUT

2) presenza di tante piccole cicatrici visibili se il paziente rasa i capelli

3) con il ripetere degli interventi la confluenza di tante piccole cicatrici genera antiestetiche aree di diradamento nell’area di prelievo visibili anche con i capelli lunghi

4) dopo il primo intervento la creazione di tante piccole cicatrici genera un sovvertimento della normale anatomia del cuoio capelluto dell’area donatrice per cui in caso di secondo intervento tale sovvertimento può ridurre ulteriormente la percentuale di unità follicolari che attecchiranno.

 


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Calvizie: quali sono le cause principali?

 

Le principali cause di calvizie possono essere molteplici e spesso di pertinenza dermatologica e spaziano: dall'alopecia areata, al lupus, al lichen, a disturbi endocrini quali quelli tiroidei, a carenza di ferro, diete eccessivamente restrittive, utilizzo prolungato di alcuni farmaci, febbri alte, stress ed altre ancora.

 

Le calvizie di pertinenza chirurgica sia nell'uomo che nella donna sono invece quella androgenetica maschile e femminile (oggi sempre più frequente) e quelle post traumatiche (cicatrici,ustioni o esiti di interventi o terapie che hanno coinvolto il cuoio capelluto quali ad esempio quelli neurochirurgici).

 

Nel primo caso ovvero quello della calvizie androgenetica si ricorre quasi esclusivamente all'autotrapianto o "trapianto di capelli" mentre nelle forme post traumatiche si ricorre agli interventi di espansione del cuoio capelluto riservando l'autotrapianto ai casi più limitati o talvolta come chirurgia di completameno o rifinitura se necessaria dopo l'espansione del cuoio capelluto.

 


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Trapianto di capelli: quali sono le principali controindicazioni?

A parte gravi malattie o importanti problemi di salute, non esistono particolari controindicazioni all'autotrapianto di capelli.

In ogni caso prima dell'intervento vengono eseguiti una serie di esami del sangue, delle urine e cardiaci al fine di fugare ogni dubbio come per un qualsiasi altro intervento chirurgico.

 

La controindicazione più importante all'intervento, a mio parere, è invece rappresentata dalle aspettative non realistiche che il paziente può avere riguardo ai risultati ottenibili e che sono funzione di molti fattori quali ad esempio la consapevolezza del problema e della sua eventuale evolutività. Perchè,se è vero che i capelli trapiantati rimangono per tutta la vita, è altrettanto vero che la caduta di quelli residui nelle aree predestinate può essere rincorsa per molti anni o per tutta la vita.

 

Questo concetto, che non mi stancherò mai di ripetere, comporterà una programmazione dell'intervento con un occhio alla situazione attuale ed un occhio a quella futura e che permetta di ottenere risultati soddisfacenti sia nell'immediato che nei decenni a venire.

A questo concetto fondamentale se ne affiancano di altrettanto importanti più strettamente tecnici quali estensione e foltezza dell'area donatrice e sua elasticità, estensione presunta nel tempo ed attuale di quella ricevente calva, tipologia del capello per colore, diametro, aspetto (liscio o riccio), necessità nella maggior parte dei casi di ripetere più di una seduta nel tempo anche se io effettuo quasi esclusivamente mega session e nei casi selezionati in cui è possibile giga session.

 

Pertanto prima di decidere per un autotrapianto di capelli consiglio sempre una meditata riflessione e l'invito a porsi ed a porre al chirurgo tutte le domande , i dubbi e le perplessità prima di intraprendere insieme un percorso spesso a tappe al fine di contrastare la propria calvizie.


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La calvizie è colpa del nonno materno?

La calvizie androgenetica è ereditaria.

Per comprendere meglio l’ereditarietà di questo fenomeno dobbiamo specificare che il sesso di un individuo è determinato dai 2 cromosomi sessuali: XX per la femmina e XY per il maschio.

Gli studi di genetica hanno dimostrato che l’ereditarietà della calvizie è poligenica,

cioè vi sono più geni responsabili della sua manifestazione, ma la maggior parte di essi risiedono sul cromosoma X.

Nel maschio il cromosoma X è dato dalla madre che lo ha ereditato dal padre.

L’ereditarietà della calvizie androgenetica, quindi, può dipendere dal nonno materno.

 


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I capelli trapiantati diventano bianchi?

Certamente, i capelli trapiantati diventano bianchi in quanto sono capelli uguali agli altri.

I capelli trapiantati vengono solo spostati da una zona all’altra del capo per essere ridistribuiti sulle aree calve e pertanto conservano tutte le loro caratteristiche compresa quella di diventare bianchi. Va solo specificato che in base alla zona di prelievo dei capelli da trapiantare, i capelli diventeranno bianchi in tempi diversi, ma sempre con un aspetto omogeneo e naturale.


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