Trapianto di capelli, autotrapianto

Ecco un insieme di argomenti riguardanti il trapianto di capelli, con le risposte alle domande più frequenti.

Cosa succede dopo l’autotrapianto di capelli?

L’intervento non è doloroso. La maggior parte dei pazienti può avvertire per 1-2 giorni una sensazione di “tensione” nell’area donatrice (dietro la nuca). Ai pazienti può essere consigliato di dormire con la testa sollevata da due cuscini per i 2-3 giorni successivi all’intervento, in modo da ridurre al minimo la possibilità che si manifesti  edema nella regione frontale.

Le crosticine che si formano su ciascun trapianto possono essere camuffate pettinandovi sopra i capelli esistenti. Tali crosticine cadono nel giro di 10-20 giorni. I capelli trapiantati che si vedono spuntare dal cuoio capelluto potranno inizialmente cadere ma, le radici rimangono e saranno in uno stato di quiescenza per 10-14 settimane trascorse le quali i nuovi capelli inizieranno a crescere.

L’intorpidimento che può talvolta verificarsi nell’area donatrice o ricevente normalmente scompare entro qualche settimana o mesi dall’intervento. In una piccolissima percentuale di pazienti può manifestarsi, per alcuni giorni, un lieve gonfiore nell’area frontale. Questo, eventualmente, compare dopo il terzo giorno dall’intervento e scompare dopo 3-4 giorni.


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Cosa causa la perdita dei capelli?

La perdita dei capelli può avere molteplici cause ma, nella stragrande maggioranza degli uomini, si tratta di alopecia androgenetica, più comunemente conosciuta  con il termine di “calvizie di tipo maschile”. Anche un numero sempre crescente di donne, pari al 30%, può presentare diradamento ed assottigliamento dei capelli con evidenti ripercussioni psicologiche e sociali. Tra le altre cause di perdita dei capelli si annoverano i disturbi tiroidei, la mancanza di ferro, la febbre alta, le diete drastiche, alcuni farmaci, ecc. Vi sono inoltre alcuni disordini del cuoio capelluto di natura dermatologica che possono sfociare in una perdita di capelli temporanea o permanente, come il lupus, il lichen planopilaris e l’alopecia areata.

Molti miti vanno sfatati: la perdita dei capelli non è causata da un rallentamento della circolazione sanguigna, da follicoli ostruiti, dagli shampoo frequenti, dall’uso di cappelli o caschi. E’ inoltre importante ricordare che la maggior parte degli adulti perde approssimativamente dai 75 ai 100 capelli al giorno per un processo naturale attraverso il quale alcuni capelli cadono mentre altri ricrescono; fino a che questo “turnover” rimane bilanciato, il numero di capelli presenti sul cuoio capelluto rimane costante.

Un’altra causa minore di perdita dei capelli è lo stress, che può influire nell’accelerare una perdita di capelli programmata geneticamente.

La propensione alla perdita dei capelli si eredita da entrambe le componenti famigliari e inizia a svilupparsi dopo la pubertà. I capelli predisposti all’alopecia androgenetica iniziano a ridursi di diametro e il loro ciclo vitale si accorcia fino alla loro eventuale scomparsa al contrario i capelli presenti sulle regioni posteriore e laterali del cuoio capelluto sono geneticamente “permanenti” e destinati a rimanere stabili per tutta la vita.


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Quante sedute sono necessarie?

Con tale tecnica vengono trasferiti il massimo dei capelli possibile per una seduta, nonostante ciò, nella maggior parte dei casi, sono necessari più di un intervento in rapporto al grado di calvizie ed alle aspettative del paziente.


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Cosa succede dopo l’intervento sulla parte operata?

Dopo l’intervento su ogni tagliettino si formerà una piccola crosticina. A cicatrizzazione avvenuta la crosticina si staccherà lasciando un segnetto rosato che con il tempo tenderà a schiarirsi.

Con la crosticina potranno cadere anche i capelli ad essa inglobati, non bisognerà preoccuparsi; dalla zona trapiantata dopo circa tre mesi cominceranno spuntare i nuovi capelli che cresceranno con il ritmo e modalità simili alla loro sede di origine. I punti di sutura dell’area donatrice verranno rimossi dopo 7-10 giorni dall’intervento.


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E’ possibile migliorare esiti non estetici di pregressi interventi sul cuoio capelluto?

Alcune metodiche chirurgiche della correzione della calvizie utilizzate nel passato hanno dato risultati estetici scadenti, ad esempio l’aspetto dei capelli a “ciuffi di bambola” o a “spazzolino”, l’aspetto innaturale dei capelli di alcune correzioni eseguite con la “rotazione dei lembi”, gli esiti cicatriziali conseguenti all’impianto di capelli artificiali. Tutti questi disestetismi possono essere corretti con le moderne tecniche di autotrapianto di capelli.


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Cos'è il metodo PRP?

Il PRP è plasma autologo arricchito di piastrine per centrifugazione ed è destinato a produrre un’amplificazione o una riattivazione ed accelerazione dei fenomeni di cicatrizzazione naturali.

Pertanto dove c’è un processo cicatriziale che deve essere regolato, migliorato o stimolato, esiste una sua buona indicazione.

Il PRP permette inoltre il miglioramento di fenomeni cicatriziali in patologie quali le tendinopatie. Ma non bisogna pensare che sia una panacea.

Da qualche anno il suo utilizzo è stato introdotto anche nel trattamento dell’alopecia androgenetica e noi, tra i primi, abbiamo effettuato una sperimentazione gratuita su un gruppo di pazienti ma i risultati sono stati molto poco incoraggianti.

Personalmente, quindi, anche nelle sue più recenti varianti non lo consiglio nel trattamento delle alopecie androgenetiche (calvizie maschili).


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Perdo i capelli a ciocche, cosa posso fare?

 

Si rivolga al suo dermatologo di fiducia per avere una diagnosi (alopecia androgenetica, alopecia areata, ecc.).

 

Fatta la diagnosi si potrà individuare l’eventuale terapia se opportuna e se il suo dermatologo di fiducia lo riterrà utile, interpelli pure un chirurgo della calvizie per eventuali approfondimenti e previsioni riguardo all’evoluzione oltre ad eventuali possibilità future di trattamento chirurgico.

 


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Donne e caduta dei capelli, come affrontare il problema

La prima cosa da fare per una donna che perde i capelli o ha un diradamento è quella di rivolgersi al proprio dermatologo. Purtroppo  però non bisogna riporre molte aspettative nelle terapie che esso potrà prescrivere.

Pertanto, se il diradamento causa imbarazzo sociale, ci si può rivolgere al chirurgo per valutare l’opportunità di un autotrapianto di capelli che sarà condizionato dalle aspettative e dalla situazione anatomica della paziente.

Se può essere utile un dato: il numero di donne che si rivolgono alla mia attenzione per un problema di capelli, negli ultimi 5 anni è almeno triplicato.


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Donna e trapianto di capelli. Restano le cicatrici?

Qualsiasi intervento chirurgico che effettuiamo lascia cicatrici, che poi queste possano essere pressoché invisibili è possibile a maggior ragione nel cuoio capelluto dove rimangono in mezzo ai capelli.


E’ questo il caso del trapianto di capelli nella donna con qualunque tecnica venga effettuato sia essa FUE o FUT. Di certo posso affermare che l’aspetto delle cicatrici dopo il trapianto di capelli nella donna è migliore rispetto all’uomo e che abitualmente risultano realmente invisibili.


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Autotrapianto di capelli: a che età si può fare?

L'indicazione all'intervento di autotrapianto di capelli non viene posta in base all'età ma in base al grado ed all'entità del diradamento della calvizie.

Ciò vuol dire che ci possono essere pazienti anche molto giovani operabili ed altri invece maturi da non operare. Molto importante è invece, nel porre l'indicazione all'intervento, che il chirurgo che osserva un paziente calvo o diradato dia l'indicazione secondo una programmazione che abbia sempre un occhio alla situazione presente ed un occhio a quella futura, cioè a come potrà essere il paziente non solo tra qualche anno ma anche tra qualche decennio, tutto ciò allo scopo di effettuare un intervento che sia esteticamente valido sia per il presente che per il futuro.


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La calvizie o alopecia maschile si può curare?

Ho sempre ritenuto che non esistano ad oggi cure per la calvizie androgenetica e che se è destinato che i capelli debbano cadere, cadono. Ci sono alcuni farmaci quali il Minoxidil (si tratta di una lozione) o la Finasteride (è un farmaco che va assunto per bocca quotidianamente) che in alcuni pazienti soprattutto giovani possono ritardare il processo di caduta dei capelli se assunti con regolarità e per un periodo sufficiente; il neo però di tali terapie è che alla sospensione, gli effetti ottenuti in anni di trattamento svaniscono in pochi mesi.

Pertanto la cosa migliore è rivolgersi al proprio dermatologo per un eventuale valutazione dei pro e dei contro di tali terapie (Minoxidil e Finasteride) che possono anche essere utilizzati in associazione, facendo particolare attenzione anche agli effetti collaterali, non solo immediati ma anche a lungo termine.


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I capelli trapiantati crescono come gli altri?

 

Certo i capelli una volta trapiantati crescono come gli altri. In alcuni casi nei pazienti con capelli un po' grossi e tendenzialmente ricci o ondulati nei primi mesi dopo la ricrescita (ribadisco in una piccola percentuale di casi) possono assumere un aspetto un po' crespo che scompare abitualmente nel giro di qualche mese pettinandoli o spontaneamente entro 12/14 mesi.

 

 

Inoltre tutti i capelli trapiantati con il tempo potranno diventare bianchi se quello è il loro destino in età avanzata e qualora lo si desiderasse potranno essere tinti normalmente; in ogni caso non richiederanno alcun trattamento particolare se non il regolare lavaggio con shampoo normalissimi e di uso comune.

 


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Calvizie femminile: esiste una cura efficace?

 

No, non esiste nessuna cura efficace per la calvizie femminile o alopecia androgenetica femminile.

 

In queste pazienti è di frequente riscontro una carenza di ferro associata talvolta a policistosi ovarica e familiarità per calvizie nelle donne (madre, zia, nonna). Tutti gli esami ormonali nella stragrande maggioranza dei casi sono normali a meno che l'esame clinico non ci indirizzi diversamente. L'evoluzione del diradamento è lenta e progressiva con modificazioni in alcuni periodi della vita che sono: il periodo post puberale, la gravidanza durante la quale i capelli possono essere addirittura più belli per poi tornare a peggiorare subito dopo, la pre-menopausa e la menopausa.

 

Per cui qualora il diradamento presenti dei chiari presupposti clinici, l'unica terapia in grado di migliorare il problema può essere il trapianto o meglio l'autotrapianto di capelli che va sempre effettuato secondo una chiara programmazione vista l'evolutività del problema.

 


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PRP-HT: è una tecnica efficace?

PRP-HT vuol dire Platelet rich plasme hair terapy; in pratica il PRP  è plasma autologo arricchito di piastrine per centrifugazione ed è destinato a produrre un’amplificazione o una riattivazione ed accelerazione dei fenomeni di cicatrizzazione naturali.

Pertanto dove c’è un processo cicatriziale che deve essere regolato, migliorato o stimolato, esiste una sua buona indicazione.

Il PRP permette inoltre il miglioramento di fenomeni cicatriziali in patologie quali le tendinopatie. Ma non bisogna pensare che sia una panacea.

Da qualche anno il suo utilizzo è stato introdotto anche nel trattamento dell’alopecia androgenetica e noi, tra i primi, abbiamo effettuato una sperimentazione gratuita su un gruppo di pazienti ma i risultati sono stati molto poco incoraggianti.

Personalmente, quindi, anche nelle sue più recenti varianti non lo consiglio nel trattamento delle alopecie androgenetiche (calvizie maschili).


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AUTOTRAPIANTO DI CAPELLI: DIFFERENZE TRA FUT E FUE

NOVITÀ: Oltre a FUT e FUE, è utile considerare i vantaggi della tecnica CFU.

La differenza tra FUT e FUE nell’autotrapianto di capelli sta nella tecnica di prelievo delle unità follicolari.

La tecnica Fut (Follicolar Unit Transplantation) è una tecnica di autotrapianto di capelli che consiste nel prelievo di una striscia di cuoio capelluto (STRIP) dall’area donatrice che viene quindi suturata. L’esito del prelievo della STRIP è abitualmente una sottilissima cicatrice della larghezza di meno di 1 mm. che può essere mascherata anche sotto i capelli molto corti.

Tale cicatrice potrà essere riutilizzata per ulteriori prelievi di successivi interventi rimanendo abitualmente ugualmente sottile. Per fare questo tipo di prelievo  non è necessario rasare tutta l’area donatrice. Una volta ottenuta la STRIP sotto diretto controllo visivo verranno estratte le unità follicolari avvalendosi del prezioso aiuto di sistemi di ingrandimento che possono essere o particolari  tipi di microscopi o idonei occhialini dotati di binocolini ingrandenti.

Tale tecnica estremamente precisa e minuziosa riduce al minimo il traumatismo dell’estrazione delle unità follicolari ed in mani esperte riduce anche i tempi tra espianto e reimpianto; infatti, più brevi sono questi tempi , maggiore è la percentuali di attecchimento.

Con la tecnica FUT si possono avere elevatissime percentuali di attecchimento di capelli trapiantati non paragonabili a quelle della FUE che sono nettamente più basse.

La Fut richiede grossa esperienza, un’équipe chirurgica ben addestrata, ambienti e procedure idonei  e non è alla portata di tutti i chirurghi.

In sintesi riassumiamo nella tabella di seguito vantaggi e svantaggi della FUT:

 

Vantaggi della FUT:

1) elevata percentuale di attecchimento e ricrescita dei capelli trapianatati rispetto alla Fue

2) cicatrice unica ed abitualmente sottilissima anche dopo più interventi nel tempo

 

Svantaggi della FUT:

1) richiede buona esperienza chirurgica ed un’équipe ben addestrata

2) non si presta ad operazioni commerciali o di marketing da parte di gruppi commerciali

3) ha costi più elevati di esecuzione, personale, materiali e sale operatorie offrendo agli operatori minori margini di guadagno.

 

I vantaggi della FUT sono gli stessi che si hanno con la tecnica di autotrapianto di capelli CFU. Con la CFU si hanno inoltre vantaggi estetici rilevanti, come un effetto più naturale dell'attaccatura dei capelli nella parte frontale e una maggior foltezza sul capo.

 

La tecnica FUE (Follicolar Unit Extraction) è una tecnica di autotrapianto di capelli con prelievo diretto delle uità follicolari.

Tale tecnica già utilizzati più di 25 anni fa da alcuni chirurghi tedeschi, italiani e francesi quale evoluzione della tecnica punch (quella a ciuffetti di bambola) fu presto abbandonata a favore della tecnica STRIP (FUT) che dava percentuali di ricrescita di capelli molto più elevate. Ma siccome, purtroppo, in un settore come quello della calvizie e della sua correzione c’è sempre  stato un indirizzo molto commerciale da parte di alcune organizzazioni, negli ultimi anni questa tecnica è stata “ripescata” come novità secondo il vecchio detto che “non c’è niente di più facile in chirurgia che dare un nuovo nome ad una vecchia tecnica”.

Tornando a noi, la tecnica FUE consiste nel prelievo delle unità follicolari nell’area donatrice con bisturi circolari molto più piccoli ma simili a quelli usati per la tecnica a ciuffetti di bambola; tale prelievo può essere fatto a mano o con l’ausilio di un sistema rotante motorizzato.

Trattandosi però di un prelievo alla cieca nello spessore del cuoio capelluto non sempre l’unità follicolare nel prelievo può essere “centrata” oppure come altrettanto spesso succede può essere danneggiata (transezione) o si possono danneggiare le unità follicolari contigue a quelle del prelievo. Da ciò si capisce come le percentuali di ricrescita dei capelli sono significativamente più basse rispetto alla FUT.

Non è inoltre vero che non c’è cicatrice perché ce ne sono tante, molto piccole ognuna corrispondente ad ogni singolo prelievo . Tutte queste piccole cicatrici scompaginano l’anatomia della zona donatrice per cui un secondo eventuale prelievo per un successivo autotrapianto risulterà più difficoltoso con percentuali di ricrescita ancora più basse e possibilità di formazione nell’area donatrice di chiazze di diradamento molto evidenti visibili con i capelli lunghi causate dalle tantissime piccole cicatrici confluenti.

La tecnica richiede inoltre la totale rasatura dell’area donatrice  cosa spesso non gradita ai pazienti.

 

Vantaggi della FUE:

1) il primo passo per medici debuttanti nelle tecniche di autotrapianto di capelli

2) non richiede grossa esperienza chirurgica né équipe ben addestrata

3) ben si presta  a campagne pubblicitarie e di marketing da parte di gruppi commerciali

4) ha costi più bassi di esecuzione, personale, materiali e sale operatorie permettendo agli operatori o chi per loro, maggiori margini di guadagno

 

Svantaggi della FUE:

1) bassa percentuale di attecchimento e ricrescita dei capelli rispetto alla FUT

2) presenza di tante piccole cicatrici visibili se il paziente rasa i capelli

3) con il ripetere degli interventi la confluenza di tante piccole cicatrici genera antiestetiche aree di diradamento nell’area di prelievo visibili anche con i capelli lunghi

4) dopo il primo intervento la creazione di tante piccole cicatrici genera un sovvertimento della normale anatomia del cuoio capelluto dell’area donatrice per cui in caso di secondo intervento tale sovvertimento può ridurre ulteriormente la percentuale di unità follicolari che attecchiranno.

 


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Calvizie: quali sono le cause principali?

 

Le principali cause di calvizie possono essere molteplici e spesso di pertinenza dermatologica e spaziano: dall'alopecia areata, al lupus, al lichen, a disturbi endocrini quali quelli tiroidei, a carenza di ferro, diete eccessivamente restrittive, utilizzo prolungato di alcuni farmaci, febbri alte, stress ed altre ancora.

 

Le calvizie di pertinenza chirurgica sia nell'uomo che nella donna sono invece quella androgenetica maschile e femminile (oggi sempre più frequente) e quelle post traumatiche (cicatrici,ustioni o esiti di interventi o terapie che hanno coinvolto il cuoio capelluto quali ad esempio quelli neurochirurgici).

 

Nel primo caso ovvero quello della calvizie androgenetica si ricorre quasi esclusivamente all'autotrapianto o "trapianto di capelli" mentre nelle forme post traumatiche si ricorre agli interventi di espansione del cuoio capelluto riservando l'autotrapianto ai casi più limitati o talvolta come chirurgia di completameno o rifinitura se necessaria dopo l'espansione del cuoio capelluto.

 


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Trapianto di capelli: quali sono le principali controindicazioni?

A parte gravi malattie o importanti problemi di salute, non esistono particolari controindicazioni all'autotrapianto di capelli.

In ogni caso prima dell'intervento vengono eseguiti una serie di esami del sangue, delle urine e cardiaci al fine di fugare ogni dubbio come per un qualsiasi altro intervento chirurgico.

 

La controindicazione più importante all'intervento, a mio parere, è invece rappresentata dalle aspettative non realistiche che il paziente può avere riguardo ai risultati ottenibili e che sono funzione di molti fattori quali ad esempio la consapevolezza del problema e della sua eventuale evolutività. Perchè,se è vero che i capelli trapiantati rimangono per tutta la vita, è altrettanto vero che la caduta di quelli residui nelle aree predestinate può essere rincorsa per molti anni o per tutta la vita.

 

Questo concetto, che non mi stancherò mai di ripetere, comporterà una programmazione dell'intervento con un occhio alla situazione attuale ed un occhio a quella futura e che permetta di ottenere risultati soddisfacenti sia nell'immediato che nei decenni a venire.

A questo concetto fondamentale se ne affiancano di altrettanto importanti più strettamente tecnici quali estensione e foltezza dell'area donatrice e sua elasticità, estensione presunta nel tempo ed attuale di quella ricevente calva, tipologia del capello per colore, diametro, aspetto (liscio o riccio), necessità nella maggior parte dei casi di ripetere più di una seduta nel tempo anche se io effettuo quasi esclusivamente mega session e nei casi selezionati in cui è possibile giga session.

 

Pertanto prima di decidere per un autotrapianto di capelli consiglio sempre una meditata riflessione e l'invito a porsi ed a porre al chirurgo tutte le domande , i dubbi e le perplessità prima di intraprendere insieme un percorso spesso a tappe al fine di contrastare la propria calvizie.


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Calvizie: a quale età comincia a manifestarsi

Non esiste una età fissa, ma situazioni anatomiche che si possono manifestare con tempi e topografia della calvizie differenti. A dimostrazione di ciò possiamo dire che in alcuni casi (i più frequenti) comincia a manifestarsi dopo i 18 anni e va avanti molto rapidamente; in altri invece, si manifesta in modo più subdolo e lento per cui la calvizie viene inseguita per tutta la vita. Solo il monitoraggio clinico di questi differenti modalità di evoluzione permetterà di effettuare il trapianto di capelli con la giusta tecnica al momento giusto.


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I risultati dopo il trapianto di capelli: ecco cosa aspettarsi

Un miglioramento. Infatti con il trapianto non creiamo capelli ma li spostiamo e ridistribuiamo sulle aree clave o diradate. In alcuni casi i risultati possono essere spettacolari, ma non esistono interventi standard esistono pazienti ognuno con le proprie aspettative e possibilità di correzione. Per questo è molto importante non identificarsi nei risultati che possiamo vedere su altri pazienti sia in senso positivo che in senso negativo. Ogni paziente è una storia a sé. Sarà la chiarezza del chirurgo e la riflessione del paziente a non creare false aspettative.


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Calvizie femminile durante l'allattamento

 

Molte mamme avranno notato dopo i primi 2-3 mesi dall'allattamento una aumentata caduta di capelli, talvolta importante, tale da indurle a pensare che la causa sia l'allattamento.

 

Diciamo subito che questa abbondante caduta di capelli è una manifestazione fisiologica che si verifica nel post parto ed ha un nome: alopecia post-gravidica o defluvium post-partum.

 

Per spiegare questo fenomeno dobbiamo fare un passo indietro e cioè chiarire cosa succede ai capelli durante la gravidanza e quanto vive un capello.

 

La vita di un capello è caratterizzata da tre fasi:

 

1-anagen è la fase della crescita del capello che dura dai 3-4 ai 6-7 anni soprattutto nelle donne e riguarda quasi il 90% della totalità dei capelli;

 

2-catagen è la fase di transizione, dura 3-4 settimane e il capello cessa di crescere e non cade.

 

3-telogen è la fase di riposo e caduta del capello e dura circa 3 mesi.

 

Durante la gravidanza, grazie all'incremento degli estrogeni, la percentuale di capelli in fase anagen (di crescita) aumenta e la percentuale di capelli in fase telogen (di caduta) si riduce.

 

Questo spiega anche perché in gravidanza i capelli appaiono più belli e folti e dopo il parto abbiano un peggioramento.

 

Con il parto gli estrogeni scendono e dopo 2-3 mesi circa il loro effetto protettivo sui capelli svanisce e quindi vedremo cadere, anche velocemente, i capelli che erano stati risparmiati durante i nove mesi di gravidanza.

 

Questo fenomeno si risolve spontaneamente, generalmente in 6 mesi - 1 anno, senza dover assumere prodotti "miracolistici" contro la caduta dei capelli.

 

L'allattamento, quindi, non ha alcuna responsabilità sull'aumentata caduta dei capelli nel post parto ed è dimostrato anche dal fatto che si verifica ugualmente in quelle mamme che alimentano i loro bimbi con latte artificiale.

 


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Qual è il metodo migliore per curare la calvizie?

Ho sempre ritenuto che non ci sono cose facili o difficili ma cose che si sanno fare e cose che non si sanno fare, tutto ciò finalizzato al raggiungimento di un obiettivo.
Allo stato attuale la tecnica migliore nella correzione chirurgica delle calvizie sarebbe l'espansione del cuioio capelluto ma tale tecnica che permetterebbe una ridistribuzione omogenea e naturale dei capelli sulle aree calve non è attuabile di routine perché comporta, a causa della temporanea presenza degli espansori, una scarsa presentabilità per 2-3 talvolta 4 mesi. Pertanto tale tecnica è riservata solo a calvizie cicatriziali, post traumatiche o conseguente ad importanti interventi neurochirurgici dove la malattia di base comporta già di per sé una lunga convalescenza. Le immagini che seguono spiegano meglio il concetto mostrando una paziente operata per un tumore cerebrale dai neurochirurgi ed alla quale ho ricostruito il cuoio capelluto con gli espansori.
È sempre importante non identificarsi nei risultati degli interventi perché come sempre in chirurgia non esistono tecniche ma pazienti.
Se voi foste così Accettereste di essere
temporaneamente così
Per diventare così?
Viste queste immagini, capite perché un paziente sano con un'alopecia androgenetica può non essere disponibile ad avere per 2-3 mesi una vita sociale somigliando ad ET pur potendo svolgere normali attività. Da ciò capite perché la tecnica più diffusa e che permette di ottenere i migliori risultati sia l'autotrapianto di capelli con tecnica FUT che comporta sicuramente una minore e molto più breve riduzione della vita sociale nell'immediato post operatorio. Ricordate in ogni caso che la migliore tecnica è quella che il chirurgo sceglie dopo averle provate tutte sapendole fare tutte ed utilizzando buon senso con pazienti motivati, ben informati e con aspettative realistiche.
Per ulteriori chiarimenti sulla tecnica FUT vedi la domanda "Autotrapianto di capelli: differenza tra FUT e FUE".

 


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Il trapianto di capelli è doloroso?

Il trapianto di capelli non è doloroso. L’intervento viene eseguito in anestesia locale con sedazione, si svolge alla presenza di un anestesista che oltre a monitorizzare clinicamente i paziente, somministra un sedativo che porta il paziente a non avvertire né le punture dell’anestesia locale né di percepire la durata dell’intervento.


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Quali tipi di calvizie ci sono?

Possiamo classificare le calvizie in due categorie principale: le alopecia permanenti e le alopecie transitorie.

ALOPECIE PERMANENTI

  • - Da cause fisiche: radiazioni, esiti cicatriziali di ustioni e traumi vari, tricotillomania, spazzolature, bigodini, phon, ecc.
  • - Da cause chimiche: tinture e permanenti particolarmente aggressivi.
  • - Da malattie infettive: micosi, herpes simplex, herpes zoster, sifilide terziaria, tigna favosa, ecc.
  • - Da malattie autoimmuni: sarcoidosi, sclerodermia, lichen planus, ecc.
  • - Alopecia androgenetica

ALOPECIE TRANSITORIE

  • - Da cause ormonali: post-gravidiche, disturbi tiroidei, ecc.
  • - Da cause infettive: tifo, scarlattina, ecc.
  • - Da carenze di: ferro, proteine, vitamine, zinco, magnesio, ecc.
  • - Da malattie autoimmuni: alopecia areata, ecc.
  • - Da farmaci: alopecia iatrogene.
  • - Da cause chimiche: tinture e permanenti.
  • - Da stress psico-fisici: esaurimenti nervosi, febbre, ecc.

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La calvizie può essere causata da ormoni?

 

Premesso che non tratteremo della calvizie androgenetica o calvizie comune, le cui cause sono differenti, parleremo dei principali squilibri ormonali che possono determinare una calvizie.

Le ghiandole endocrine attraverso i propri ormoni condizionano in modo determinante lo sviluppo e il ciclo dei peli e capelli. 

Squilibri ormonali, sia in eccesso che in difetto, possono determinare alterazioni dell’attività del follicolo pilifero e della struttura del capello. Queste modificazioni ormonali possono determinare una aumentata caduta di capelli e la creazione di un’alopecia. Abitualmente una volta che i valori ormonali rientrano nella norma  anche i capelli torneranno a crescere normalmente.

Le alterazioni ormonali responsabili di una calvizie sono dovute principalmente a malattie della tiroide, dell’ipofisi, dei surreni e delle ovaie.

Patologie della tiroide o dell’asse ipotalamo-ipofisario possono determinare un ipotiroidismo (diminuzione degli ormoni tiroidei) o un ipertiroidismo (aumento degli ormoni tiroidei), entrambe le forme, ma soprattutto l’ipotiroidismo, possono essere responsabili di una calvizie con capelli sottili, secchi, fragili e opachi, diradamento dei peli ascellari, pubici e nell’ipotiroidismo nel 25% dei casi si ha una perdita della parte più esterna dei peli delle sopracciglia ( cosiddetto “sintomo di Hertoghe”).

La diagnosi di una patologia tiroidea viene effettuata con l’ausilio di esami ematici quali i valori di TSH (ormone follicolo stimolante prodotto  dall’ipofisi), T3 eT4 (ormoni prodotti dalla tiroide).

Generalmente con un’idonea terapia si torna alla normalità anche per quanto riguarda lo stato di salute dei capelli, ma in alcuni casi i farmaci utilizzati possono determinare un’ulteriore caduta dei capelli.

Patologie dell’ipofisi che determinino una minore produzione ormonale (ipopituarismo) possono essere responsabili di alterazioni del follicolo pilifero e quindi dei capelli simili a quelle determinate dalle patologie tiroidee. Gli ormoni ipofisari possono agire direttamente sul follicolo pilifero o attraverso la stimolazione di ormoni prodotti da altre ghiandole endocrine quali la tiroide e i surreni. I principali ormoni ipofisari interessati sono ACTH (adrenocorticotropo) che agisce sulle ghiandole surrenaliche e il TSH (tireostimolante) che agisce sulla tiroide. Possiamo assistere ad una calvizie con capelli sottili e sfibrati e ad un diradamento di tutti i peli corporei. Le principali patologie dell’ipofisi responsabili di questo quadro sono gli adenomi ipofisari e la sindrome di Sheehan (o necrosi ipofisaria post-partum).

Patologie delle ghiandole surrenaliche quali: il Morbo di Cushing, tumori virilizzanti del surrene, sindromi surrenogenitali femminili da carenza enzimatica congenita possono determinare un’alopecia androgenetica e irsutismo. La causa è dovuta alla produzione patologica eccessiva di ormoni androgeni.

Patologie delle ovaie quali: l’ovaio policistico, tumori secernenti androgeni, possono determinare un’alopecia ed irsutismo.

Esistono poi delle condizioni parafisiologiche (non rientrano nella normalità, ma non sono patologiche) di alopecie da squilibri ormonali che si manifestano nel post-partum e nella menopausa. Queste due forme di calvizie sono dovute fondamentalmente  ad una diminuzione di ormoni estrogeni che svolgono un’azione protettrice nei riguardi della calvizie.  

 


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Autotrapianto di capelli a prezzo basso?

Quando si risparmia su un intervento chirurgico, il risparmio, a maggior ragione nell'autotrapianto di capelli, è in genere in termini di sicurezza.

Costi bassi sono dovuti a risparmi sul personale, sulle strutture, sui materiali.

Medici, anestetistici, biologi, infermieri, se qualificati, hanno un costo; sale operatorie attrezzate con moderne apparecchiature tecnologiche hanno un costo; materiali di qualità e sicuri hanno un costo. D'altro canto avete mai visto vendere una Ferrari al prezzo di una Panda?

Tutto ciò oltre a mettere in pericolo la sicurezza del paziente, può produrre risultati insoddisfacenti e trasformare la Vostra testa in una palestra per medici debuttanti.

Attenzione, quindi, senza fare di tutta un'erba un fascio, agli interventi proposti a basso costo perchè la professionalità, la qualità e la sicurezza hanno un prezzo.


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La vitamina E può aiutare a combattere la calvizie?

La vitamina E o Tocoferolo è essenziale per la vita dell’uomo, è una vitamina liposolubile, cioè solubile nei grassi e il suo ruolo principale è quello antiossidante cioè quello di proteggere i tessuti dell’organismo da vari fattori aggressivi quali: radicali liberi, fumo, inquinamento, ecc..

Le principali fonti di vitamina E sono gli oli vegetali (arachidi, mais, girasole, soia, palma, ecc.), germe di grano, nocciole, noci, mandorle e verdure a foglia verde.

Il contenuto vitaminico contenuto negli alimenti diminuisce con la cottura, soprattutto frittura e cottura al forno.

Un recente studio svolto in Malesia dalla dottoressa Sharon Ling, direttrice della Scuola di Scienze Farmaceutiche della Malesia, ha ipotizzato e sperimentato l’utilizzo della vitamina E, in particolare dei Trocotrienoli (contenuti nella vitamina E) nel curare la calvizie ed in particolare l’alopecia androgenetica.

Sono stati presi in esame 28 uomini di età compresa tra i 18 e i 59 anni con problemi di calvizie e sono stati divisi in due gruppi. Al primo gruppo è stato somministrato del Trocotrienolo e all’altro gruppo del placebo. Al termine dello studio i soggetti trattati con Trocotrienolo hanno ottenuto un rafforzamento dei capelli del 40% mentre agli appartenenti al gruppo trattato con placebo non sono stati rilevati cambiamenti significativi.

Questi risultati dovranno essere verificati e approfonditi.

Certamente la sola assunzione di vitamina E non potrà curare la calvizie, ma in caso di deficit aiuterà al rafforzamento dei capelli e non ultimo apporterà benefici a tutto l’organismo.


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Quanto costa il trapianto di capelli?

Il costo di un trapianto di capelli può andare da 4.800 a 6.000 Euro.

Quando ci si trova di fronte a bassi costi per un trapianto di capelli o per ogni altro intervento di chirurgia estetica è perché si salta qualche passaggio. Solitamente il passaggio che si salta è in termini di sicurezza e affidabilità, perché difficilmente un chirurgo esperto rinuncia ai suoi onorari a meno che il suo livello di professionalità non sia troppo basso.

Vedere nella pagina costi


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Calvizie giovanile precoce: cause e rimedi

 

La calvizie , generalmente, colpisce gli adulti, ma può colpire anche i più giovani tra cui gli adolescenti.

In un recente studio italiano effettuato da 100 dermatologi  su un campione di 10 mila ragazzi è risultato che il 18% di questi giovani presenta un’eccessiva perdita di capelli. L’età che viene maggiormente interessata da questo fenomeno va dai 12 ai 20 anni e i più colpiti sono i maschi.

La causa più frequente della calvizie giovanile precoce è sicuramente l’alopecia androgenetica ed è dovuta ad una particolare sensibilità dei follicoli piliferi, di alcune aree del cuoio capelluto, agli ormoni androgeni. Questa particolare sensibilità dei follicoli piliferi viene ereditata. L’alopecia androgenetica essendo causata dagli ormoni androgeni non si manifesta mai prima della pubertà.

Altre possibili cause di calvizie giovanile sono:

ormonali: patologie della tiroide, dell’ipofisi, delle ghiandole surrenaliche, delle ovaie;

da farmaci: ad esempio farmaci antitumorali

disturbi alimentari: diete particolarmente drastiche, ecc.;

post-infettiva: micosi, tigna favosa, tifo, malaria, ecc.;

stress psico-fisici: interventi chirurgici, lutti, studio, problemi affettivi, ecc.;

da cause fisiche: radiazioni, esiti cicatriziali di ustioni e traumi vari ,tricotillomania (abitudine compulsiva di tirarsi ciocche di capelli), da pettinature esasperate da bigodini, chignon, trecce, ecc.;

carenziali: ad esempio da carenza di ferro;

da malattie autoimmuni: ad esempio alopecia areata;

congenita: presente alla nascita.

I rimedi per curare la calvizie giovanile precoce si basano sulla diagnosi e quindi il dermatologo indicherà le terapie mediche o chirurgiche più idonee a risolvere questo problema.

 


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Il trapianto di capelli funziona o non funziona?

 

Il trapianto di capelli funziona se le aspettative del paziente sono proporzionate alla possibilità della tecnica chirurgica. Da ciò è molto importante una chiara informazione da parte del chirurgo della possibilità di correzione con l’autotrapianto in base al grado di calvizie, all’età ed alla possibile evolutività del diradamento. A questo fattore va aggiunta una corretta tecnica chirurgica eseguita da un chirurgo esperto, perché non esistono interventi facili o difficili esistono solo interventi che si sanno fare ed interventi che non si sanno fare.

Pertanto consiglio ad ogni potenziale paziente di farsi operare solo quando si è convinti che il chirurgo che opererà potrà fare per loro tutto quello che si potrà fare al meglio essendone pienamente informati e consapevoli. 

 


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La calvizie è colpa del nonno materno?

La calvizie androgenetica è ereditaria.

Per comprendere meglio l’ereditarietà di questo fenomeno dobbiamo specificare che il sesso di un individuo è determinato dai 2 cromosomi sessuali: XX per la femmina e XY per il maschio.

Gli studi di genetica hanno dimostrato che l’ereditarietà della calvizie è poligenica,

cioè vi sono più geni responsabili della sua manifestazione, ma la maggior parte di essi risiedono sul cromosoma X.

Nel maschio il cromosoma X è dato dalla madre che lo ha ereditato dal padre.

L’ereditarietà della calvizie androgenetica, quindi, può dipendere dal nonno materno.

 


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I capelli trapiantati diventano bianchi?

Certamente, i capelli trapiantati diventano bianchi in quanto sono capelli uguali agli altri.

I capelli trapiantati vengono solo spostati da una zona all’altra del capo per essere ridistribuiti sulle aree calve e pertanto conservano tutte le loro caratteristiche compresa quella di diventare bianchi. Va solo specificato che in base alla zona di prelievo dei capelli da trapiantare, i capelli diventeranno bianchi in tempi diversi, ma sempre con un aspetto omogeneo e naturale.


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Capelli grassi: esistono rimedi efficaci?

Quello dei capelli grassi è un problema piuttosto diffuso e per alcuni imbarazzante. L'odiosa sensazione di appiccicume non è infatti una semplice apparenza, ma il risultato di un eccesso di sebo da parte delle ghiandole sebacee che si deposita su capelli e sul cuoio capelluto, favorendone l'adesione. L'eccesso di sebo è frequentemente associato alla caduta dei capelli. Spesso entrambi i problemi hanno origini androgenetiche (cioè ormonale e genetica). Altre cause di iperproduzione di sebo possono essere dovute dallo stress, da un’alimentazione scorretta, da lavaggi troppo aggressivi, da alterazioni legate all'apparato digerente, da scompensi ormonali, da disfunzioni epatiche e dal ciclo mestruale.

L'eccesso di sebo è frequentemente associato alla caduta dei capelli. Spesso entrambi i problemi hanno origini androgenetiche (cioè ormonale e genetica). 

Per correggere i capelli grassi si consiglia di lavare i capelli grassi più spesso, anche quotidianamente, con shampoo delicati per uso frequente, eventualmente alternati con prodotti specifici prescritti dal dermatologo.

Il numero di lavaggi sarà tanto maggiore quanto più il problema dei capelli grassi è accentuato e quanto più la chioma è esposta ad agenti inquinanti e fumo. I capelli di uno sportivo, per esempio, richiedono un numero superiore di lavaggi.

Evitare di asciugare i capelli a temperature eccessive, passare frequentemente le mani nei capelli o spazzolarli eccessivamente.

La salute dei capelli passa anche attraverso una regolare alimentazione. Le raccomandazioni sono le stesse che assicurano benessere e vitalità a tutto il resto del corpo. Cibi freschi e ricchi di vitamine dunque, ma anche prodotti animali per assicurare il giusto apporto di proteine solforate (uova, carne e pesce) e sali minerali come calcio, rame e zinco.

Se, oltre ai capelli grassi, compaiono segni come pelle untuosa, irsutismo, foruncoli diffusi e acne, è buona regola rivolgersi al dermatologo per accertarsi che alla base del problema non ci siano problemi di salute.


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Di recente sulla stampa è comparsa la notizia di una nuova pillola anticalvizie (Ruxolitinib), ecco il nostro parere.

La pillola anticalvizie in questione è la Ruloxinitinib, farmaco di ultima generazione prescritto in gravi malattie del midollo osseo. Durante la sperimentazione di tale molecola nei topi, alcuni ricercatori della Columbia University Medical Center hanno notato un rinfoltimento dei bulbi piliferi sul corpo dei ratti. Purtroppo non è così semplice affermare che sia capace di combattere ogni forma di calvizie, infatti pare sia efficace solo per l’alopecia areata*, che è caratterizzata dalla perdita di capelli parziale o totale ma spesso temporanea e legata allo stress. Il Ruxolitinib sarebbe in grado di promuovere la ricrescita dei capelli nel giro di 4-5 mesi ma in questo lasso di tempo nell’alopecia areata la calvizie potrebbe regredire da sola. Inoltre questo farmaco presenta molti effetti collaterali per il fegato, per i reni e può provocare un abbassamento delle piastrine, dei globuli rossi e bianchi nel sangue. Perciò questo farmaco non è consigliabile somministrarlo in soggetti sani, visti gli importanti e talora gravi effetti collaterali.


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Di recente sulla stampa è comparsa la notizia di una nuova pillola anticalvizie (Tofacitinib), ecco il nostro parere.

Il Tofacitinib è un farmaco indicato nel trattamento degli adulti affetti da artrite reumatoide, che hanno presentato una risposta inadeguata o intolleranza al Metotrexate.  Ricercatori dell’Università di Yale trattando, un giovane paziente affetto da psoriasi a placche e alopecia universale con il Tofacitinib, dopo 8 mesi hanno osservato che il paziente aveva avuto un miglioramento significativo della psoriasi e la completa ricrescita di tutti i peli ed i capelli. Ricercatori della Columbia University Medical Center, visti i risultati ottenuti all’Università di Yale, hanno deciso di provare lo stesso farmaco sui topi, ottenendo una ricrescita dei bulbi piliferi. Perciò hanno ipotizzato che questo farmaco sia in grado di promuovere la ricrescita dei capelli nei soggetti affetti da alopecia areata, anche se sappiamo che in tale patologia i capelli sarebbero potuti ricrescere anche senza terapia con Tofacitinib. Questo farmaco presenta molti effetti collaterali riducendo la capacità del sistema immunitario di combattere le infezioni, tra cui la tubercolosi. Tofacitinib può aumentare il rischio di sviluppare alcuni tumori e di manifestare perforazioni a livello gastrointestinale.  

 


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Capelli secchi: qualche consiglio per ridurre il problema

Le cause principali che possono determinare la comparsa di capelli secchi sono frequentemente dovute a cattive abitudini di vita oltre che ad alcune malattie. Tra le principali cause troviamo: l’uso ricorrente di asciugacapelli con getti d’aria molto calda, tinture aggressive, l’utilizzo di bigodini troppo stretti, la presenza di patologie (iper/ipotiroidismo, morbo di Hashimoto), una alimentazione scarsa in proteine o carente di vitamine, acidi grassi essenziali, ecc.

Per correggere i capelli secchi si consiglia di:

-  Lavare i capelli con shampoo delicati e facilmente risciacquabili, privi di profumi, coloranti e conservanti aggressivi.

-  Dopo il lavaggio, applicare sui capelli un balsamo od una crema formulati con ingredienti attivi idratanti, emollienti e disarrossanti. Ricordiamo brevemente che i capelli secchi tendono ad essere accompagnati da una marcata ipersensibilità a livello del cuoio capelluto, responsabile talvolta di irritazione locale, desquamazione e bruciore

- Spazzolare i capelli secchi con delicatezza, avendo cura di non tirarli: a tale scopo, si consiglia di utilizzare un pettine a denti larghi

- Se necessario, applicare lozioni a base di cheratina per rafforzare il capello (efficace rimedio per aumentare lo spessore in tutta la sua lunghezza)

- Soprattutto d'estate, si consiglia di applicare sui capelli secchi spray o lozioni contenenti filtri solari e sostanze idratanti

 

Si sconsiglia di:

- Utilizzare prodotti di fissaggio (gel, schiume, lacche): oltre ad essere irritanti per il cuoio capelluto, questi cosmetici favoriscono l'adesione di polvere ed impurità sui capelli, peggiorando ulteriormente il disturbo dei capelli secchi

- Colorazione, decolorazione e permanente: questi trattamenti professionali minano la struttura dei capelli in generale e di quelli secchi in particolare

- Utilizzare il phon molto vicino ai capelli: l'aria troppo calda del phon e l'eccessiva vicinanza ai capelli incoraggiano un'ulteriore disidratazione della chioma

- Utilizzare shampoo aggressivi

- Piega con bigodini elettrici, piastre e ferri specifici per ricci

- Nuotare in piscina o in acqua salata senza cuffia


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L’alimentazione influisce sulla salute dei capelli?

Un’alimentazione sana ed equilibrata è anche importante per la salute dei capelli. La composizione chimica dei capelli è costituita per il 65/96% da proteine solide quali la cheratina, sostanza principale della struttura dei capelli, e per il resto da acqua, grassi, pigmenti e oligoelementi. La cheratina del capello è una proteina composta da due amminoacidi essenziali, la cistina e la lisina, chiamati “essenziali”perché l’organismo non è in grado di produrli da solo. Diventa indispensabile assumerli con il cibo o con integratori alimentari. Tali aminoacidi li ritroviamo principalmente nella carne e nel pesce. Una dieta alimentare carente di queste proteine rende i capelli fragili, sottili e favorendo la comparsa di doppie punte. Il bulbo pilifero è alimentato da altri due tipi di aminoacidi, la Taurina e l’Arginina che si ritrovano soprattutto in carni rosse, uova e pesce. Questi alimenti andrebbero mangiati almeno 2/3 volte alla settimana, perché servono a rinforzare i capelli conferendo maggior volume e robustezza. 

La salute dei capelli è influenzata anche da un’adeguata assunzione di minerali, spesso carenti nell’alimentazione odierna. Un’alimentazione bilanciata dovrebbe sempre contenere i seguenti oligoelementi:

- Ferro: presente nella carne rossa, negli spinaci, nella frutta, fondamentale nella sintesi dell’emoglobina per l’ossigenazione del sangue che nutre il cuoio capelluto, nella produzione di pigmenti che colorano i capelli.

- Rame: si trova negli spinaci, nei crostacei e nelle patate, contribuisce alla sintesi della melanina che colora i capelli e previene la canizie.

- Magnesio: presente nelle verdure e nelle arachidi, favorisce lo sviluppo di enzimi che intervengono sia nella produzione di melanina che nella ricrescita dei capelli

- Zinco: che troviamo nella carne e nel pesce, favorisce l’attività delle cellule germinative della matrice e di conseguenza la crescita dei capelli.

- Zolfo: presente nelle carni bianche, nel fegato e nel prosciutto, corregge i capelli deboli e sfibrati.

Anche le Vitamine sono fondamentali alla salute dei capelli.


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Quali sono le vitamine che possono influenzare la vita del capello?

Praticamente tutte le vitamine influenzano più o meno la struttura del capello e il loro stato. Alcune sono importanti perché hanno  ripercussioni sulla papilla dermica e ne favoriscono l’apporto sanguigno.

Le le più significative sono la vit. B12, P e PP. Le vitamine B5 o acido pantotenico, la B8 o biotina, la B4 o adenina, la B6 o piridossina, la A, la E o tocoferolo e la F  sono riconosciute clinicamente perché hanno un’azione diretta sulla salute dei capelli.


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In che modo la vitamina B5 o acido pantotenico può influenzare sulla vita dei capelli?

È la vitamina dei capelli per eccellenza, favorisce la ricrescita e migliora lo stato dei capelli soprattutto quando sono secchi, fragili o hanno tendenza a diventare grigi o bianchi.

Quasi tutti gli alimenti la contengono ma specialmente le carni, i prodotti caseari, i funghi, le uova, i cereali, il lievito di birra e la pappa reale. La vitamina B5 è incorporata in diversi prodotti per capelli per uso topico (lozioni o shampoo).


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In che modo la vitamina B4 o adenina può influenzare sulla vita dei capelli?

Adenina o Vitamina B4, è un composto organico appartenente al gruppo delle basi azotate. Partecipa alla pigmentazione di tutto il sistema pilifero. È contenuta specialmente nel lievito di birra, nei reni e nel cuore del bue e nel tuorlo dell’uovo.  Si può assumere tramite compresse in combinazione con le altre vitamine del complesso B.


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In che modo la vitamine A può influenzare sulla vita dei capelli?

La vitamina A vanta proprietà benefiche per il capello, perché lo nutre ed aiuta a prevenirne l'invecchiamento. Questa vitamina, inoltre, rafforza il sistema immunitario e la vista. Una carenza di vitamina A può provocare alterazioni della ghiandola sebacea, forfora, capelli secchi ed ispessimento del cuoio capelluto. Le principali fonti di questa vitamina sono le carote, i cavoli, le zucche ed i broccoli. La vitamina A è una vitamina liposolubile. Con il termine di vitamina A vengono indicati sia il retinolo che i suoi analoghi, detti retinoidi, di cui si conoscono almeno 1500 tipi diversi, tra naturali e sintetici. Anche i carotenoidi posseggono l'attività biologica della vitamina A in quanto possono fungere da provitamine (se ne conoscono almeno 600 tipi diversi, di cui solo il 10% possiede una simile attività). La loro somministrazione deve essere controllata in quanto può provocare un'intossicazione acuta con nausea, vomito, emicrania, perdita di coordinazione e disturbi visivi.


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In che modo la vitamina E o tocoferolo può influenzare sulla vita dei capelli?

La vitamina E migliora la circolazione del sangue nella papilla dermica del follicolo pilifero, stimolando la formazione di nuovi capillari sanguigni. Inoltre previene anche la fibrosi e la degenerazione del cuoio capelluto e contribuisce alla protezione della vitamina A, che ha una certa importanza per la ghiandola sebacea. Il suo grande beneficio per i capelli è l'azione antiradicalica. È contenuta specialmente negli oli di germe di cereali, d’oliva, d’arachidi, nella carne di bue, nel lardo, nel latte , nelle uova, nel burro e nelle banane. Si può assumere tramite compresse o applicare sottoforma di lozione attraverso un  massaggio dolce.


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In che modo la vitamina F può influenzare sulla vita dei capelli?

La vitamina F comprende tre tipi di acidi grassi polinsaturi: acido linoleico, acido linolenico e acido arachidonico che si presentano come olii vegetali liquidi. La vitamina F è indispensabile nella formazione della membrana cellulare, conserva l’elasticità delle pareti delle arterie, nutre la pelle rendendola morbida ed elastica. Una carenza di vitamina F determina un cuoio capelluto pallido e secco, i  capelli  diventano secchi, fragili e tendono a spezzarsi. Le irritazioni e le infezioni locali (dermatiti, eczemi) diventano più frequenti favorendo la caduta prematura dei capelli. È contenuta soprattutto negli oli vegetali polinsaturi di mais e di girasole. Solitamente si applica localmente con una lozione contenente anche vitamina E.


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I prodotti a base di cheratina come il “Nanogen”,” Toppik”, “Kmax” fanno male ai capelli?

Questi prodotti, di cui il “Nanogen”, il “Toppik” e il “Kmax” sono i più conosciuti, sono composti da microfibre di cheratina (la stessa proteina che costituisce i capelli) caricate elettrostaticamente per aderire meglio al capello e vengono utilizzati per mascherare il diradamento dei capelli.

Sono prodotti generalmente innocui che non fanno male, solo in alcuni casi si possono manifestare disturbi come prurito o arrossamenti della cute dovuti probabilmente ad una ipersensibilità o allergia più che alla cheratina ai vari eccipienti dei prodotti. E’ importante, in ogni caso, una buona detersione giornaliera del cuoio capelluto.

Questi prodotti si presentano come una polvere colorata (ne esistono molte tonalità di colore) che vengono applicate capovolgendo la confezione sopra i capelli e picchiettando il fondo per far uscire il prodotto da piccoli fori fino ad ottenere il risultato desiderato.

Le microfibre di cheratina aderiscono al fusto del capello e in parte al cuoio capelluto.

Possiamo paragonare l’effetto estetico di questa applicazione ad un albero spoglio a cui vengono aggiunte delle foglie per aumentarne la foltezza e diminuirne la trasparenza.

Dopo l’applicazione, per aumentare il legame con i capelli, il prodotto viene fissato utilizzando uno spray fissante (tipo lacca). 

Le microfibre di cheratina vengono rimosse lavando i capelli con un normale shampoo.

Per ottenere un buon risultato estetico è indispensabile che i capelli ci siano  per dar modo alle microfibre di cheratina di legarsi a loro. Se il diradamento è accentuato questo non sarà possibile.

Quando il diradamento è importante la migliore soluzione per migliorare l’aspetto estetico della propria capigliatura è il trapianto di capelli.


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La menopausa può determinare ripercussioni sui capelli?

Alterazioni della salute dei capelli durante la menopausa possono presentarsi come un aggravamento di uno stato precedente oppure manifestandosi da uno stato di normalità. Durante la menopausa, infatti, il progressivo diminuire delle componenti ormonali femminili (progesterone) può portare ad un aumento relativo dei livelli di androgeni con effetti visibili su cute e annessi cutanei, sedi particolarmente ricche di recettori sensibili agli ormoni maschili. A livello del bulbo pilifero può avvenire la conversione del testosterone in diidrotestosterone (DHT), ad opera dell’enzima 5-alfa-reduttasi.

Questa trasformazione, non più mitigata da adeguate quantità di estrogeni (che calano fisiologicamente a causa della menopausa), si fa sentire con la perdita di vitalità del capello, il quale diventa progressivamente più sottile, spento, opaco, sino a cadere. A questo disequilibrio di natura ormonale si può aggiungere l’effetto negativo determinato dallo stress d’adattamento della menopausa. In questa situazione l’organismo consuma una grande quantità di nutrienti, quali sali minerali, vitamine ed aminoacidi, indirizzandoli preferenzialmente ad organi e tessuti vitali. Il sistema nervoso e cardiovascolare sono sicuramente i privilegiati; il tessuto osseo viene in secondo piano; i capelli invece, assieme alla pelle ed alle unghie, sono i più “trascurati”. I disturbi che si verificano durante la menopausa intensificano l'attenzione che le donne di solito hanno per i loro capelli. In questa fase delicata della loro vita non bisogna abusare di permanenti, di decolorazioni di piastre o ferri per lisciare o arricciare i capelli che possono ulteriormente danneggiarne la struttura.

 


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Possono manifestarsi allergie del cuoio capelluto?

L’allergia è un fenomeno del sistema immunitario caratterizzata da reazioni eccessive portate da particolari anticorpi nei confronti di sostanze abitualmente innocue (allergeni). Le allergie sono caratterizzate da una risposta infiammatoria agli allergeni; locale o sistemica. I sintomi locali tipici sono: rigonfiamento delle mucose nasali, starnuti e scolo liquido, arrossamento e prurito della congiuntiva, irritazione alle vie aeree, broncocostrizione, attacchi d'asma,  dermatite allergica come eczemi e dermatite da contatto.

Le reazioni allergiche del cuoio capelluto sono dovute, il più delle volte, a prodotti utilizzati per le  permanenti e le tinture. Possono stimolare 2 tipi di reazioni: una immediata ed una ritardata. Quella immediata si manifesta quasi subito  con un forte prurito e anche arrossamento del cuoio capelluto. In altri casi, invece, l’allergia si presenta con un leggero prurito iniziale, tanto che spesso è sottovalutato per  poi manifestare effetti più fastidiosi come gonfiore e lacrimazione degli occhi, rigonfiamento della fronte ed un arrossamento del cuoio capelluto con conseguente desquamazione. Si distingue l’allergia ritardata,  in quanto si manifesta in modo molto lieve la prima volta che la pelle viene a contatto con l’allergene per poi peggiorare nei successivi contatti. Altri prodotti che possono creare allergia possono essere: gli shampoo, le lozioni, le lacche, e le brillantine


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Minoxidil, Finasteride e Biotina: i principali farmaci per contrastare la caduta dei capelli

MINOXIDIL

La scoperta dell’azione anti-caduta di questo farmaco è stata fortuita in quanto inizialmente, negli Stati Uniti,  era utilizzato per trattare l'ipertensione arteriosa. Si osservò un particolare effetto collaterale caratterizzato da crescita di peli, capelli e irsutismo.  Questa molecola è un farmaco  presente sul mercato dal 1986 per l’alopecia androgenetica maschile e femminile. La modalità d’azione di questa molecola non è conosciuta. Il Minoxidil aumenta la durata della fase anagen e fa aumentare il diametro e la lunghezza dei capelli. Per sortire questo effetto solitamente vengono effettuate due applicazioni locali al giorno. È maggiormante conosciuto sotto in nomi commerciali di Amexidil, Aloxidil, Minovital, Minoximen, Regaine, Carexidil, Tricoxidil nei quali è presente in soluzione al 2% o al 5% sotto prescrizione medica. L’utilizzo della lozione a base di Minoxidil può in alcuni casi determinare  effetti collaterali che meritano d’essere conosciuti: dermatiti irritative o da contatto ed ipertricosi. Inoltre è controindicato in gravidanza o durante l’allattamento. Possiamo concludere che il Minoxidil non è un prodotto miracoloso ma può ritardare la caduta dei capelli, favorendo, in alcuni casi, la ricrescita (almeno temporanea) degli stessi.

FINASTERIDE

È un trattamento orale per l’alopecia androgenetica maschile che agisce inibendo la 5-alfa riduttasi di tipo II bloccando così, la trasformazione del testosterone in diidrotestosterone che è responsabile del processo di miniaturizzazione dei capelli nella progressione dell’alopecia androgenetica. La Finasteride è utilizzata anche per il trattamento dell’ipertrofia prostatica benigna e del cancro della prostata. È  stata introdotta negli Stati Uniti nel 1992 con il nome di Proscar (finasteride 5 mg) per il trattamento dell’ipertrofia prostatica e nel 1997 con il nome di Propecia (finasteride 1 mg) per il trattamento dell’alopecia androgenetica. Questo trattamento è controindicato nelle donne e nei ragazzi (rischio di anomalie degli organi genitali esterni). Nel 1-2% dei casi si possono verificare effetti avversi inerenti alla sfera sessuale: calo della libido, disfunzione erettile ed anomalie nell’eiaculazione. Questi effetti sono reversibili dopo la sospensione del trattamento. Sono stati riportati altri effetti collaterali comprendenti orticaria, esantema, prurito, rigonfiamento delle labbra e del viso, dolorabilità e ingrossamento della mammella e dolore testicolare.

BIOTINA

La Biotina interviene nel catabolismo del glucosio, degli acidi grassi e di certi aminoacidi nella sintesi degli acidi grassi. In passato nota come vitamina H nella nomenclatura tedesca, come vitamina B7 in quella anglosassone e B8  in quella francese. La Biotina è presente nella maggior parte degli alimenti sia di origine animali che vegetale. Sono particolarmente ricchi il tuorlo d’uovo, il fegato ed i reni e viene in parte sintetizzata dalla flora batterica intestinale. Gli stati carenziali di biotina sono decisamente rari. Si possono verificare in individui che assumono grandi quantità di uova crude od alla coque o individui nutriti per via parenterale. Inoltre sembra che la somministrazione di alte dosi di sulfamidici possa provocare carenza di biotina per l’alterazione massiccia della flora batterica intestinale. Tale carenza può dare origine a manifestazioni cutanee simili a desquamazioni (dermatiti), alopecia androgenetica e disturbi depressivi. Molti trattamenti per capelli contengono questa sostanza che promette capelli sani e belli. Non è possibile convalidare obiettivamente questa indicazione in quanto lo studio condotto non è sufficiente.

 


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È vero che i capelli si scuriscono con la crescita?

Il capo di un neonato è ricoperto da una peluria sottile, lanugine, più o meno folta che cadrà dopo le prime settimane dal parto. I capelli che cresceranno saranno i primi “veri” capelli tendenzialmente di un colore più chiaro rispetto alle caratteristiche genetiche, in quanto i melanociti del follicolo aumentano la produzione di melanina (il colorante dei capelli) a partire dall’infanzia fino alla pubertà. Il colore dei capelli rimarrà stabile sino all’incanutimento che inizia in età diverse per ogni individuo. 


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Cos’è il tricogramma e a cosa serve?

Il tricrogramma è un esame microscopico dei capelli che studia la dinamica del ciclo follicolare sia in condizioni fisiologiche che patologiche. Questo esame si effettua strappando con un’apposita pinza un ciuffo di circa 50 capelli da almeno due sedi del cuoio capelluto: l’area interessata dal diradamento che vogliamo studiare e un’area di controllo. I capelli strappati vengono poi  esaminati al microscopio. In questo modo è possibile esaminare la morfologia dei capelli e fare una stima percentuale dei capelli in fase anagen (di crescita) e in fase telogen (di caduta).


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La caduta dei capelli può aumentare usando cappelli o caschi?

E’ un mito da sfatare in quanto non vi è nulla di scientifico. Naturalmente bisogna evitare cappelli o copricapo che stringano troppo il cuoio capelluto determinando effetti di sfregamento sui capelli che possono provocare alterazioni del fusto e una maggiore caduta dei capelli. Durante l’estate, invece è consigliabile utilizzare copricapi per proteggere il cuoio capelluto da esposizioni prolungate al sole che possono determinare un aumento della caduta dei capelli.


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Il fumo danneggia i capelli?

Il fumo di sigarette danneggia i capelli attraverso diversi meccanismi. La nicotina ha un’azione vasocostrittrice sulla microcircolazione determinando una diminuzione dell’ossigenazione del sangue che, attraverso la papilla dermica, arriva al bulbo pilifero inducendo un telogen effluvium (caduta dei capelli). Abbiamo una inibizione dell’enzima ’aromatasi, enzima che trasforma gli ormoni maschili in estrogeni (con azione protettiva nei riguardi dei capelli) provocando un aumento degli ormoni maschili a livello dei follicoli piliferi e alterandone il loro ciclo riproduttivo. Inoltre la nicotina, depositandosi sul cuoio capelluto modifica la composizione chimica del sebo, sbilanciando l’equilibrio batterico della cute dei capelli e del tessuto epidermico aumentando il rischio di infiammazione dei follicoli. Sicuramente il fumo ha un’azione negativa sulla “salute” dei capelli.


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In caso di chemioterapia la caduta dei capelli è reversibile?

I farmaci antitumorali utilizzati nella chemioterapia provocano molti effetti collaterali e fra questi anche la frequente caduta dei capelli e di altri peli sul corpo. Generalmente i capelli incominciano a cadere dopo poche settimane dall’inizio della terapia. La gravità della caduta è soggettiva pur utilizzando gli stessi farmaci ed inoltre possono cadere pochi alla volta o intere ciocche. Solitamente alla sospensione del trattamento la ricrescita è rapida anche se spesso i capelli all’inizio potrebbero avere un aspetto, una consistenza e un colore diverso. L’alopecia permanente da chemioterapia è rara.


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Gli uomini calvi sono più virili?

E’ un luogo comune che viene da lontano, privo di qualsiasi base scientifica.
La caduta dei capelli non dipende dalla quantità di testosterone  presente nel nostro organismo ma alla sensibilità dei follicoli piliferi ai cataboliti degli ormoni androgeni prodotti da un enzima, la 5-alfa reduttasi di tipo 2 presente nelle cellule del follicolo.
Questo enzima trasforma il testosterone, in un suo derivato, il diidrotestosterone o DHT che è  responsabile del  processo di rimpicciolimento del follicolo e quindi del capello che vi cresce, che diminuisce la propria dimensione fino a trasformarsi in una sottile peluria che osserviamo nelle zone a maggiore diradamento. Questo processo è chiamato miniaturizzazione.


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La psoriasi può influenzare la caduta dei capelli?

La psoriasi è una malattia dovuta a più fattori: fattori genetici, fattori immunitari e fattori ambientali. E’ una malattia infiammatoria cronica, non infettiva, non contagiosa e recidivante che colpisce moltissimi individui. Si può manifestare con chiazze di colore più intenso al rosa della pelle sana e ricoperte da squame argentee simili alla forfora. Raramente è causa di un aumento della caduta dei capelli in quanto le alterazioni cutanee espressioni della patologia sono superficiali e non arrivano ad interessare lo strato più profondo sede della papilla germinativa del follicolo pilifero.


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Quali sono gli svantaggi della FUE?

Gli svantaggi sono:

 

- trattandosi di un prelievo effettuato “alla cieca” nello spessore del cuoio capelluto si ha una più bassa percentuale di attecchimento e ricrescita dei capelli
la presenza di tante piccole cicatrici visibili (come un colapasta) soprattutto se il paziente si rasa i capelli 

- con il ripetersi degli interventi la possibile formazione nell’area donatrice di evidenti chiazze di diradamento causate da cicatrici confluenti

- tutte le cicatrici che si creano durante il prelievo scompaginano l’anatomia della zona donatrice, per cui un secondo intervento risulterà più difficoltoso e con percentuali di ricrescita ancora più basse

- è una tecnica che non può essere sempre applicata con ogni tipo di capello, cute e tessuto sottocutaneo per evitare “stermini di massa” delle unità follicolari che sono prelevate alla cieca

- l’intervento è molto lungo  ( 7-8 ore) e si svolge spesso in due giorni consecutivi

- con tale tecnica si ha una maggior incidenza di telogen defluvium dopo l’intervento, temporanea, il cui disagio può durare 4-5 mesi e che con i capelli rasati per effettuare la FUE è più evidente.


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Quanto è lunga la cicatrice della FUT rispetto alla CFU e la FUE?

Con la tecnica FUT l’esito della strip (striscia di cuoio cappelluto prelevata nella zona donatrice) è, generalmente, una sottilissima cicatrice della larghezza di 1 mm che può essere ben mascherata sotto ai capelli e può rendersi quasi invisibile anche con i capelli rasati a zero con le moderne tecniche di tricopigmentazione. Per ulteriori interventi di autotrapianto potrà essere riutilizzata e residuerà sempre una sola e sottile cicatrice. Lo stesso si può dire per quanto riguarda la tecnica CFU.

 

Con la tecnica FUE non vi è una cicatrice ma ce ne sono tante e piccole, ognuna corrispondente ad ogni singolo prelievo con il bisturi circolare. Tutte queste piccole cicatrici scompaginano l’anatomia della zona donatrice per cui un secondo eventuale intervento risulterà più difficoltoso e con percentuali di ricrescita ancora più basse e con la possibile formazione nell’area donatrice di evidenti chiazze di diradamento  causate dalle cicatrici confluenti. 


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Qual è la tecnica più diffusa per “attaccare” i capelli a una parrucca?

La tecnica più utilizzata è la “wefts” (detta anche a trame) in cui strisce di capelli sono cucite assieme vicinissime a formare lunghe strisce. Le strisce sono poi cucite (a macchina o a mano) orizzontalmente lungo la linea verticale della base della parrucca che può essere sintetica o naturale. Quella sintetica ha un costo inferiore e la sua manutenzione è molto più semplice, ma non si possono praticare tinte o pieghe permanenti e il rischio di danneggiamento causato da fonti di calore è elevato se non si tengono delle precauzioni.


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I prodotti a base di cheratina come il “Nanogen”,” Toppik”, “Kmax” possono essere usati per entrambi i sessi ed a tutte le età?

Tali prodotti a base di microfibre di cheratina esplicano il loro effetto in modo adeguato sia su l'uomo che sulla donna ed a tutte le età. La perdita graduale dei capelli con il passare degli anni, sia nell’uomo che nella donna, può essere “camuffata” con tali prodotti per migliorare l’aspetto diradato. L’effetto positivo di queste cheratine sarà possibile solo in presenza di capelli se il diradamento è importante la soluzione preferibile per migliorare l’aspetto estetico della propria capigliatura rimane il trapianto di capelli.


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L’odore “sebaceo” dei capelli si può migliorare?

Il sebo è prodotto dalle ghiandole sebacee ed esercita una protezione naturale che mantiene equilibrato il pH e il film idrolipidico del cuoio capelluto preservandolo dalla disidratazione e svolgendo un’azione antibatterica. In alcune occasioni (ad esempio fattori ambientali, trattamenti per capelli errati, cause alimentari, stress, malattie, ecc.) la produzione di sebo, sostanza oleosa, diventa eccessiva e può andare incontro ad un irrancidimento ossidativo emanando un odore sgradevole. Esistono shampoo e prodotti anti odore ma questi ultimi, come i deodoranti, possono risultare irritanti e anche provocare allergie. Inoltre shampoo troppo aggressivi possono scatenare un effetto rebound dove la cute diventa troppo secca e, per compensazione, lo strato idrolipidico comincia a produrre più sebo aggravando il problema


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E’ utile effettuare visite di controllo dopo un autotrapianto di capelli anche a distanza di anni?

Sicuramente un chirurgo attento e scrupoloso vi chiederà di seguire i controlli nell’immediato post operatorio e durante tutto il primo anno dopo l’intervento di autotrapianto di capelli. Tali controlli con il tempo si diraderanno ad esempio una volta all’anno allo scopo di monitorare non solo i capelli trapiantati ma anche i capelli residui delle zone non trapiantate per valutare il buono stato di salute di questi ultimi ed eventuale evoluzione del diradamento delle aree non trapiantate. Ciò non significa assolutamente che a seguito di questi controlli dovrete sottoporvi ad eventuali cure o costosi trattamenti  (capsule, compresse, lozioni, fiale, integratori o quant’altro). Per tanto anche se con un po’ di elasticità sarebbe opportuno ripetere controlli gratuiti almeno una volta all’anno presso il vostro chirurgo.


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In cosa consiste l’autotrapianto di capelli?

L’autotrapianto di capelli è una particolare tecnica di autotrapianto che consiste nel trasferimento di capelli con la loro radice, da un’area del capo che chiameremo area donatrice ad un’altra calva o diradata che definiremo ricevente. I capelli trapiantati nella loro nuova sede si comporteranno come avrebbero fatto nel loro sito originario dando vita ad una normale crescita. Tale metodica ormai codificata, fu descritta nel 1939 da un medico giapponese il Dott. Okuda e messa a punto in tutti i dettagli dal Dott. Orentreinch nel 1959. Nel corso degli anni, numerosi studiosi hanno perfezionato ulteriormente tale tecnica al fine di migliorare il risultato estetico e renderlo più naturale possibile.


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E’ necessario prima dell’intervento di autotrapianto di capelli eseguire degli esami clinici per verificare il buono stato di salute?

Si è buona regola prima del trapianto di capelli effettuare una serie di esami emato-chimici ed anche un elettrocardiogramma affinché il medico possa valutare se esistono controindicazioni all’effettuazione dell’intervento. Tra gli esami che il paziente andrà a fare non possono mancare: ECG, emocromo, PT PTT, azotemia, creatininemia, elettroliti (Na, K, Cl), fibrinogeno, glicemia, transaminasi, Ab. HCV, HbsAg, HIV, gruppo sanguigno.


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Sono affidabili le foto che alcuni chirurghi estetici mostrano su Internet per mostrare i risultati dell'autotrapianto di capelli?

Assolutamente NO. In primo luogo dal punto di vista ottico avreste sullo schermo una visione bidimensionale ben diversa dalla realtà del volume dei capelli che è tridimensionale. Questa  situazione falserebbe molto la realtà del risultato ottenibile. In secondo luogo con il pc sulla vostra testa teoricamente il chirurgo potrebbe disegnare tutti i capelli che vorreste ma nella realtà non potrebbe essere sicuramente così, perché giova ricordare che il chirurgo non crea capelli ma li ridistribuisce distribuendo un quantitativo predefinito di quelli che dispone nell’area donatrice che non sono purtroppo infiniti. Bisogna tener comunque presente che i chirurghi che utilizzano queste previsioni con il computer fanno firmare al paziente che il risultato mostrato sul pc non corrisponde all’esito reale dell’intervento da ciò il consiglio nella scelta del chirurgo di non basarsi solo sulle immagini delle elaborazioni computerizzate che vi propone. Ben diverso invece è il confronto fra 2 immagini di un paziente prima e dopo l’intervento purchè fatte nella stessa posizione, con la stessa luce e senza l’utilizzo ne di ritocchi fotografici ne l’ausilio di polverine come le microfibre di cheratina (Nanogen, Kmax, Toppik ecc). Ricordando in ogni caso  come diciamo spesso che non esistono interventi ma pazienti ed ogni paziente è una storia a se.


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Quali sono gli accorgimenti da seguire per la buona riuscita del trapianto di capelli?

Per la buona riuscita dell’intervento di autotrapianto di capelli è necessario in primo luogo che il chirurgo valuti, assieme al paziente, che esistano le condizioni per l’ottenimento di un buon risultato. Queste condizioni principalmente consistono: nella valutazione dell’estensione della calvizie, nella quantità di capelli della regione donatrice, dalle caratteristiche dei capelli, dalle reali aspettative del paziente, l’esistenza o meno di controindicazioni di natura medica all’intervento, il rispetto delle norme post-operatorie quali: l’assunzione dei farmaci consigliati per pochi giorni nel post-intervento, il lavaggio quotidiano dei capelli con uno shampoo specifico per il primo mese, non abusare con fumo e alcool nelle due settimane successive all’intervento, non esagerare con attività fisiche intense nel mese successivo al trapianto di capelli, ecc..


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E’ importante al fine del risultato finale il disegno per il rinfoltimento del vertice e della tonsura che il chirurgo esegue prima dell’auto trapianto di capelli?

Spesso il trattamento di questa regione viene sottovalutata e viene data più attenzione alla ricostruzione della linea frontale, ma è importante per diverse motivazioni. In primo luogo bisogna tener presente l’età del paziente, l'anamnesi familiare sulla calvizie per ipotizzare le probabilità che questa possa evolvere in stadi più avanzati e naturalmente accertare che l'area donatrice sia sufficiente per più interventi al fine di dare una buona copertura alla regione calva o diradata. In secondo luogo il rinfoltimento della tonsura esige un’abilità tecnica superiore, in quanto i capelli nella zona della chierica cambiano direzione, a spirale ed i vortici presentano diverse varianti.


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Che cosa è la CFU (Combined Follicular Unit) e quali sono i vantaggi?

La CFU (Combined Follicular Unit) è una tecnica di autotrapianto di capelli, che darà come risultato finale una maggiore foltezza e naturalezza alla nuova capigliatura. Questa tecnica prevede il prelievo di una “strip”, ovvero di una striscia di cuoio capelluto prelevato in precise regioni posteriore e laterali del cuoio capelluto denominata area donatrice e successivamente si procede all’estrazione, da questa striscia, di unità monofollicolari (con 1-2 e a volte anche 3 capelli) e unità multifollicolari (con 3-4 e a volte anche 5 capelli). Tutto questo viene ottenuto da personale specializzato a questo scopo sotto controllo visivo e con l’ausilio di opportuni sistemi di ingrandimento. Il trasferimento delle unità monofollicolari e multifollicolari verrà eseguito disponendo 1-2 capelli (unità monofollicolari) a livello dell’attaccatura per renderla estremamente naturale e 3-4 capelli (unità multifollicolari) immediatamente dietro per dare un aspetto di maggiore foltezza alla nuova capigliatura.


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A chi è consigliabile l’uso della tecnica CFU (Combined Follicular Unit)?

La tecnica CFU (Combined Follicular Unit) è consigliabile per la maggioranza dei tipi di calvizie ricordando che non esistono interventi standard cioè uguali per tutti. E’ una tecnica che può essere effettuata da chirurghi con esperienza pluriennale per la correzione chirurgica della calvizie. Tale tecnica è consigliabile a chi vuole ottenere una maggiore foltezza con un aspetto molto naturale, un maggior attecchimento e quindi una percentuale di sopravvivenza degli innesti trapiantati molto alta e quindi una riduzione al minimo dell’effetto trasparenza o diradato.


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E’ importante al fine del risultato finale il disegno della linea frontale che il chirurgo effettua prima di procedere all’autotrapianto di capelli?

Certamente è importante in quanto il chirurgo deve creare attaccature di capelli più naturali possibile adattandosi alla forma del viso, all'età, all'estensione della calvizie ed alla densità dell'area donatrice del paziente. Per ottenere ciò il chirurgo procede alla creazione dei siti di ricezione secondo un percorso simmetrico ma irregolare. In linea generale è consigliabile un approccio conservativo sulla collocazione ideale della linea frontale. (7 – 8 cm di distanza dalle sopracciglia)


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I portatori di protesi capillare (parrucchini) dopo quanti giorni dall’intervento di autotrapianto di capelli possono riapplicarla?

 I portatori di protesi capillare o parrucchino possono riapplicarla 1-2 giorni dall’intervento e seguire le medesime attenzioni indicate nelle istruzioni post-operatorie date ai pazienti. Quindi effettueranno il terzo giorno dopo l’intervento il primo shampoo che verrà eseguito quotidianamente con un detergente idoneo per i primi 15-20 giorni senza però frizionare il cuoio cappelluto dove sono stati trapiantati i capelli.


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Nella chirurgia dei capelli la “dense packing”può causare un basso tasso di sopravvivenza?

Assolutamente si. Si definisce “dense packing” il trapianto di più di 30 unità follicolari in un centimetro quadrato di cuoio capelluto. In questo modo si riduce l’apporto di sangue a quelli inseriti più centralmente che potrebbero non sopravvivere. Inoltre il processo di dense packing è ancora più prevedibile se si trapiantano unità follicolari multiple e poste nel vertice dove c’è un minor afflusso di sangue rispetto alla periferia.


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Dopo un intervento insoddisfacente di autotrapianto di capelli con tecnica FUE è possibile fare un altro intervento con la tecnica FUT, STRIP o CFU?

Sicuramente è possibile effettuare un intervento con tecnica STRIP, FUT o CFU dopo un’attenta analisi dell’area donatrice soprattutto valutando le piccole e molteplici cicatrici e la fibrosi lasciate dall’intervento con tecnica FUE. Naturalmente eseguendo una tecnica FUT o STRIP la presenza di tante piccole cicatrici renderà la individualizzazione e la separazione delle unità follicolari, tramite microscopio, più difficoltosa pertanto è consigliabile rivolgersi a chirurghi molto esperti.


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Nella chirurgia dei capelli quale può essere il motivo più comune per una scarsa ricrescita dei capelli?

Una scarsa ricrescita può essere dovuta a numerosi fattori: pre, intra e post operatori. I fattori  pre-operatori più comuni sono il fumo di sigarette, la presenza di diabete non diagnosticato, disordini vascolari, la presenza di una alopecia cicatriziale. Quelli intra-operatori riguardano il danneggiamento delle unità follicolari durante il prelievo sia con tecnica FUE che con tecnica FUT, STRIP o CFU. Per ovviare a questo inconveniente bisogna estrarre le unità follicolari dalla strip con l’utilizzo di microscopi, avvalendosi di una equipe con esperienza per non scheletrizzare troppo gli innesti e soprattutto non danneggiarli. Nel caso di tecnica FUE il prelievo deve avvenire con incisioni perfette, seguendo l’orientamento dei capelli e la profondità delle unità follicolari che varia in tutto il cuoio capelluto. Un altro fattore intra operatorio importante è il tempo che gli innesti rimangono fuori dal corpo e la loro disidratazione, infatti devono essere conservati in una soluzione raffreddata e quella usata più comunemente è la soluzione salina. Il momento più vulnerabile degli innesti è durante l’inserimento in cui i danni che possono verificarsi sono irreversibili. Molto importante nel post-operatorio è l’igiene del cuoio capelluto per evitare infezioni, infiammazioni o scarsa cicatrizzazione e nell’osservare scrupolosamente le norme post-operatorie indicate dal personale medico.


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Quale esperienza e quale strumentazione deve avere il chirurgo che pratica CFU?

La tecnica CFU può essere eseguita solo da chirurghi con grande conoscenza ed esperienza di tutte le tecniche della chirurgia della calvizie ed una certa perspicacia nella pianificazione dell’ intervento tenendo conto della futura capigliatura sfruttando al massimo i capelli della zona donatrice cosi da fornire come risultato finale una maggiore foltezza e naturalezza alla nuova capigliatura. Inoltre tali chirurghi si avvalgono di personale specializzato nella preparazione delle unità follicolari sotto controllo visivo e con l’ausilio di idonei sistemi d’ingrandimento al fine di eseguire un’esatta dissezione e ridurre al minimo il traumatismo dei follicoli da reimpiantare.


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Perché alcuni risultati di autotrapianto di capelli non sembrano naturali?

Alcuni risultati di autotrapianto di capelli non sembrano naturali, perché spesso si sono utilizzate tecniche obsolete, non si è tenuto conto dell’evoluzione della calvizie del paziente e si è trattato erroneamente l’aspetto estetico. Gli aspetti meno naturali sono dovuti alla scelta di un’attaccatura troppo bassa o troppo alta, alle dimensioni, al posizionamento, la direzione e l’angolazione delle unità follicolari.


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Quali sono le possibili complicazioni e rischi di un autotrapianto di capelli?

Come tutti gli interventi l’autotrapianto di capelli non è esente da rischi ma se il paziente è in buona salute ed osserva meticolosamente le prescrizioni post-operatorie indicate i rischi sono praticamente minimi e legati soprattutto alla qualità del risultato.  Innanzitutto bisogna programmare bene l’intervento e verificare se le aspettative del candidato siano realistiche in relazione all’età, alla zona donatrice disponibile e l’area calva da trattare. 


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Il DNA e la predisposizione genetica alla calvizie

Nel DNA è scritto come siamo e come saremo. Ad esempio è scritto il colore, lo spessore, la forma dei nostri capelli, ma è anche scritto quando inizierà l’incanutimento cioè l’imbiancamento e, se programmato, quando inizierà la calvizie androgenetica, cioè la perdita, purtroppo, permanente dei nostri capelli su base ereditaria.

Lo studio del genoma, cioè del nostro patrimonio genetico, ha conseguito negli ultimi anni dei grossi risultati. Sono state identificate le funzioni di moltissimi geni, ma ce ne sono ancora centinaia di cui non sappiamo nulla e sono allo studio di molti ricercatori internazionali.

Spesso il manifestarsi di un fenomeno, come ad esempio la calvizie androgenetica, è dovuta all’azione combinata di più geni.

Attualmente il test del DNA ovvero l’analisi genomica, ci permette di prevedere su base probabilistica che il fenomeno avverrà, ma è altrettanto vero che saperlo non impedisce che si avveri.

Esistono strumenti per prevedere, su base probabilistica, il manifestarsi di un terremoto, ma purtroppo il saperlo non impedisce che si avveri poiché non abbiamo i mezzi per impedirlo 

Le terapie valide per contrastare la calvizie comune sono scarse e spesso più che arrestare il fenomeno lo rimandano di qualche anno.

 

Siamo convinti che in futuro la conoscenza del genoma umano sarà sempre più profonda e probabilmente l’ingegneria genetica permetterà a molti disordini di non manifestarsi e speriamo che tra questi vi sia anche la calvizie androgenetica.


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In aumento i trapianti di capelli

Anche per la nostra esperienza possiamo affermare che negli ultimi anni molti pazienti accettano più facilmente di essere sottoposti ad un intervento di autotrapianto di capelli rispetto al passato. Importante che questo intervento venga effettuato da chirurghi plastici esperti, in ambienti idonei, con personale qualificato e con l’assistenza di un medico anestesista. Chiaramente prima di consigliare l’autotrapianto di capelli un chirurgo coscienzioso deve verificare se la caduta dei capelli non sia dovuta a malattie, allo stress, ad un pessimo stile di vita, malnutrizione o altre problematiche individuali. Stabilito che l’intervento di autotrapianto di capelli sia l’unico modo per risolvere la calvizie, il chirurgo valuterà quale tecnica migliore si possa utilizzare per risolvere al meglio il problema.

Le tecniche maggiormente impiegate sono: FUE acronimo inglese di Follicular Unit Extraction che prevede l’estrazione alla cieca di singole unità follicolari nelle regioni posteriore e laterali del cuoio cappelluto, dove i capelli non sono soggetti a caduta nella calvizie androgenetica, utilizzando particolari bisturi di forma circolare. Una volta ottenute le unità follicolari, queste, vengono trapiantate nelle zone glabre. Questa è una tecnica che , a nostro avviso, può essere impiegata solo in casi selezionati in quanto la percentuale di ricrescita è meno garantita. FUT acronimo inglese di Follicular Unit Trasplantation consiste nel prelievo di una striscia di cuoio cappelluto (strip) dalle solite aree donatrici. In mani esperte l’esito del prelievo della strip è una sottilissima cicatrice di circa 1 mm di spessore che anche con capelli corti non si noterà. Dalla striscia ottenuta, un’équipe specializzata estrarrà in modo preciso e minuzioso le unità follicolari che verranno reimpiantate nella zone calve o diradate del cuoio capelluto.

CFU acronimo inglese di Combined Follicular Unit è una nuova tecnica utilizzata dal Prof. Piero Rosati in grado di perfezionare al meglio la tecnica FUT. Tale tecnica è consigliabile per la maggior parte dei tipi di calvizie. La strategia CFU consiste nel trattare la parte anteriore della zona calva da trapiantare, la cosiddetta attaccatura, con la tecnica FUT utilizzando unità follicolari ad uno-due capelli per ottenere il massimo dell’aspetto estetico e proseguendo indietro con unità follicolari combinate (ad esempio due unità follicolari unite che assieme possono contenere 3-4 capelli a volte anche 5) al fine di dare massa e volume alla capigliatura e riducendo l’effetto trasparenza e diradato delle tecniche FUE e FUT effettuate isolatamente.


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La caduta dei capelli può essere accelerata se si indossa spesso il casco o i cappelli?

Assolutamente non è considerata una possibile concausa alla perdita dei capelli. Spesso il cappellino è consigliato indossarlo per proteggere il cuoio capelluto da eccessive dosi di radiazioni solari o in aree urbane molto inquinate. Sotto il casco invece per evitare la formazione di sudore o pressione sul cuoio cappelluto  è consigliabile l’utilizzo del sotto casco in seta per mantenere una temperatura calda in inverno e fresca d’estate.


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I prodotti cosmetici per capelli possono provocare la caduta dei capelli?

I prodotti cosmetici per capelli, come il gel, la lacca, lo shampoo, il balsamo ecc., migliorano l'aspetto del fusto dei capelli, lo proteggono dagli agenti atmosferici e dall'usura del tempo, ma non svolgono alcuna azione difensiva nei confronti del follicolo pilifero e quindi non  sono causa della caduta dei capelli o diradamento, poiché agiscono solamente sul fusto dei capelli e non arrivano alla radice dei capelli situata in profondità nel derma.


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Il cloro della piscina, può provocare la perdita dei capelli?

Il cloro presente nell’acqua della piscina è una sostanza molto disinfettante, proprio per questo è particolarmente aggressiva sia sulla pelle che sui capelli alterandone il pH, riducendo il film idrolipidico della pelle e dei capelli. Il cloro però non provoca la caduta dei capelli e non incide sul diradamento dei capelli, può eventualmente danneggiarne il fusto e favorire la comparsa di doppie punte. Per proteggere i capelli è bene indossare la cuffia ed è necessaria una completa cura dei capelli, idratando molto bene i capelli dopo il bagno in piscina.


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Che cos’è la tricotillomania?

E’ un disturbo ossessivo compulsivo che porta una persona a tirare e strapparsi i capelli, le ciglia, le sopracciglia, la barba e i peli di tutto il corpo (anche quelli pubici) causando di conseguenza una  perdita di capelli e peli creando evidenti aree di calvizie. Solitamente le zone principali di estirpazione sono il cuoio cappelluto ed il viso. La persona affetta da tricotillomania può servirsi delle proprie unghie, di pinzette o altri strumenti. Lo strappare i peli o i capelli è una sorta di piacere che distoglie dall’ansia o dallo stress che si sta provando. A volte questo comportamento può essere fatto in modo volontario, ma più spesso è del tutto inconsapevole. Tale disturbo non comprende l’abitudine di accarezzare, arrotolare i capelli con le dita, in quanto la patologia si manifesta con lo strappare i capelli nel vero senso della parola. Questi comportamenti possono determinare aree alopeciche permanenti.


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Solitamente quando si manifesta la Tricotillomania?

Il disturbo  si può manifestare durante la prima infanzia (2-6 anni di età) ma tende ad essere lieve e a scomparire spontaneamente senza trattamento. La fascia più colpita è compresa tra i 9 e i 13 anni soprattutto durante il periodo che coincide con la pubertà. Nei bambini e negli adolescenti, la tricotillomania può essere presente per periodi limitati di tempo, mentre se si presenta in soggetti adulti è solitamente una manifestazione di malessere e di sofferenza emotiva più preoccupante legata a sottostanti disturbi psichiatrici.


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Quali sono i trattamenti per risolvere la Tricotillomania?

Per risolvere questo disturbo (Tricotillomania) bisogna innanzitutto mettere il soggetto di fronte a questo problema da lui minimizzato o negato, in quanto rappresenta, oltre che un passatempo, una forma di auto-punizione. Il decorso del disturbo può avere andamento continuo o remittente, per mesi o anni, e la zona di strappamento dei capelli o dei peli può variare nel tempo.
La terapia cognitivo-comportamentale è una delle tecniche psicologiche più efficaci, in quanto permette al paziente di ammettere la consapevolezza del proprio comportamento riconoscendo i pensieri, i sentimenti e i fattori scatenanti associati all'atto di tirarsi i capelli per sostituirlo con reazioni alternative e positive. Se il paziente riesce superare questo comportamento compulsivo i follicoli, se non ancora atrofici, stimoleranno la ricrescita dei capelli mentre se sono stati danneggiati l’ultima risorsa possibile per rinfoltire l’area di calvizie creatasi consiste nel nell’infoltimento chirurgico: l’autotrapianto di capelli.


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I due termini “caduta” e “calvizie” hanno significati differenti?

Con il termine caduta si sottolinea un processo naturale e fisiologico che fa parte del ciclo di vita del capello; mentre con il termine calvizie si indica una patologia specifica che si verifica quando la perdita non è reintegrata da nuovi capelli.

 

Il fenomeno della calvizie tendenzialmente colpisce più il genere maschile rispetto a quello femminile in quanto la causa principale è dovuta principalmente a fattori genetici e ormonali che nell’alopecia androgenetica coesistono e determinano la principale causa di calvizie nell’uomo.


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Quali fattori influiscono sulla perdita dei capelli?

Oltre all’alopecia androgenetica dovuta a fattori ormonali e genetici e prima causa di alopecia nell’uomo i fattori scatenanti che possono influire sulla perdita dei capelli sono molteplici e di varia natura:

• l’ereditarietà genetica: ovvero la predisposizione individuale, trasmessa da uno o entrambi i genitori, alla caduta dei capelli;

• il tipo di alimentazione: diete drastiche o disturbi alimentari (come anoressia o bulimia) possono creare degli scompensi all’organismo

• la stagionalità: nei cambi di stagione, in autunno e primavera, aumenta il numero dei capelli caduti, ma questo è un comportamento fisiologico.

• le condizioni di salute dell’individuo: se conduce uno stile di vita stressante, la presenza di malattie e l’uso di alcuni farmaci per periodi prolungati;

• gli scompensi ormonali: dovuti a disfunzioni tiroidee, al post-parto, alla menopausa;

• il fumo: può causare danni al bulbo pilifero;

• l’uso ripetuto di trattamenti estetici: lo shampoo aggressivo, la tintura e la permanente se eseguiti non in modo corretto possono causare danni alla capigliatura;

 

• utilizzo improprio di spazzola e phon: i capelli vanno pettinati con delicatezza, quando sono asciutti e non surriscaldati durante l’asciugatura.


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Nella tricopigmentazione si utilizzano pigmenti uguali o simili a quelli inoculati nei tatuaggi artistici?

No nella Tricopigmentazione, i pigmenti utilizzati  sono ossidi di metallo in polvere di origine minerale che sono insolubili in acqua, in solventi organici e nei grassi e differenza fondamentale non sono permanenti ma stabili alla luce. Nel tatuaggio artistico, invece, si utilizzano pigmenti definitivi, permanenti che con il passare degli anni tendono ad espandersi e a virare verso altre colorazioni e quindi se utilizzati nella tricopigmentazione renderebbero il risultato finale innaturale e perciò non consigliabile. Inoltre nella tricopigmentazione i pigmenti vengono inoculati nel derma superficiale, mentre nel tatuaggio artistico nel derma profondo.


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Esistono test autodiagnostici per valutare la caduta dei capelli?

Si esistono dei test orientativi per rendersi conto se vi è un’eccessiva caduta dei capelli e quindi effettuare un consulto specializzato. I test più seguiti sono:
-conteggio giornaliero: prevede la conta dei capelli che cadono per 14 giorni consecutivi.

-test dopo lavaggio: consiste nella conta dei capelli che rimangono nel lavandino dopo il lavaggio settimanale.

 

Ricordiamo che ogni giorno si perdono normalmente dai 50 ai 100 capelli. Nei mesi autunnali e primaverili possiamo notare un aumento del numero dei capelli che cadono, ma il fenomeno, entro certi limiti, è del tutto naturale e quindi non preoccupante.


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I prodotti a base di cheratina come il “Nanogen”,” Toppik”, “Kmax” si applicano sui capelli in modo semplice?

Questi prodotti a base di microfibre di cheratina si applicano semplicemente sopra le aree diradate fino ad ottenere l’effetto desiderato chiaramente dopo il lavaggio e la messa in piega dei capelli. Per una migliore distribuzione della microfibre è meglio non usare pettini o spazzole ma il palmo della mano sfiorando delicatamente l’area trattata. Infine per fissare le microfibre di cheratina sui capelli si applica un fissante, una specie di lacca.


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Il massaggio durante lo shampoo fa bene al cuoio capelluto?

Se durante lo shampoo eseguiamo un massaggio ben eseguito, otteniamo una stimolazione della circolazione del sangue e, di conseguenza, una maggiore vitalità dei capelli. E’ importante soprattutto quando bisogna applicare le frizioni post lavaggio. Si esegue con un movimento circolare e leggero dei polpastrelli, muovendo la cute senza strofinarla, altrimenti i capelli si possono anche danneggiare e spezzare.


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Cos’è un’analisi del capello (tricogramma) e quando è meglio effettuarla?

Il tricogramma è una metodica semi-invasiva che permette di studiare la dinamica del ciclo follicolare e la struttura del capello. Descritta da Van Scott nel 1957, questa tecnica di studio del pelo deve il suo nome allo stesso autore. Il tricogramma prevede lo strappo di circa 50 capelli in zone diverse del cuoio capelluto e poi lo studio al microscopio dei bulbi.

 

Sebbene il tricogramma possa fornire informazioni molto utili sulla morfologia e la struttura del capello non si deve attribuire a questo esame un eccessivo valore diagnostico. Per una corretta diagnosi è sempre necessario integrare le informazioni ottenute dal tricogramma con una accurata anamnesi ed un attento esame clinico del paziente.


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Come si fa a prevenire e curare la follicolite post-opertatoria?

La follicolite è un’infiammazione del follicolo pilifero con varie eziologie: corpo estraneo, batterica, occlusiva, chimica ecc.

A seguito di un trapianto di capelli la causa più comune di follicolite (ad esempio pelo incarnito) è da corpo estraneo. Il trattamento per qualsiasi corpo estraneo è l’incisione della cute per far drenare il pus e rimuovere il corpo estraneo. Per fare in modo che questo non accada il chirurgo deve essere attento nel posizionare gli innesti trapiantati inserendoli “a filo” del cuoio capelluto lasciando il fusto dei capelli in superficie e non troppo affossato. La follicolite batterica è molto meno comune ed in questi casi si incide sempre la cute, si fa drenare il pus che può essere coltivato ed esaminato per eseguire un antibiogramma e quindi utilizzare un antibiotico specifico.


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Come evitare nella chirurgia dei capelli una scarsa ricrescita?

La scarsa ricrescita può verificarsi per diversi motivi: disidratazione degli innesti, traumi fisici durante l’inserimento degli stessi, popping, trapianti inseriti troppo in profondità, siti riceventi vuoti ed innesti piegati.

Per posizionare con successo gli innesti il chirurgo deve: usare una lente di ingrandimento, tenere gli occhi fissi sui siti riceventi e seguire un modello per evitare siti mancanti e perdite di tempo, lasciare i capelli della zona donatrice un po’ lunghi per poterli individuare, controllare l’eccessivo sanguinamento che riduce la visibilità, evitare la disidratazione dei trapianti, mantenere una corretta dimensione del trapianto in modo che l’inserimento non sia “invasivo” e mantenere una corretta distanza tra un’incisione e l’altra affinché non si verifichi il fenomeno del popping.


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Un bravo chirurgo come riconosce e tratta l’alopecia diffusa?

L’Alopecia Diffusa (DPA-Diffuse Patterned Alopecia) a differenza della Calvizie Maschile (MPB) e quella femminile (FPHL) tende seguire la scala di Norwood e Ludwig. La perdita di capelli è essenzialmente come nella calvizie maschile, tuttavia le aree interessate non diventano completamente calve ma subiscono un diradamento diffuso in tutta la parte anteriore, la corona ed il vertice. Come nella calvizie maschile e in quella femminile i pazienti con DPA preservano i capelli sui lati e sul retro del cuoio capelluto e talvolta mantengono una linea di capelli ben definita. Per questo motivo risulta difficile diagnosticarla soprattutto nelle fasi iniziali. La diagnosi comprende un attento esame di tutto il cuoio capelluto, test dei capelli, demoscopia e una biopsia del cuoio capelluto nei casi incerti. La DPA spesso risponde bene ai trattamenti medici per la perdita dei capelli, come Finasteride e la lozione di Minoxidil e in molti casi i pazienti possono rivolgersi alla chirurgia della calvizie per poter vedere ricrescere i propri capelli.


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Tatuaggio SMP come cura per la calvizie

Curiosando nel web ci siamo imbattuti in un annuncio che ha attirato la nostra attenzione: Cura calvizie definitiva: arriva SMP, il tatuaggio permanente del cuoio capelluto.

Gli inventori di tale tecnica la definiscono una cura definitiva per la calvizie, non chirurgica, in grado di realizzare una capigliatura dall’aspetto rasato e molto realistica. In pratica, se abbiamo capito bene, si tratta di disegnare con un “inchiostro” e con uno specifico strumento un particolare look scelto dal “paziente”. Si potrà scegliere anche il colore da utilizzare. Continuando nella lettura leggiamo che sarà necessaria una manutenzione del lavoro eseguito che varierà in base al look scelto. Dopo aver letto questo articolo ci siamo chiesti la differenza tra questa metodica e la tricopigmentazione praticata da qualche tempo nel nostro Paese che si basa, a differenza del tatuaggio artistico, sull’utilizzo di ossidi di metallo in polvere di origine minerale che sono insolubili in acqua, in solventi organici e nei grassi e differenza fondamentale non sono permanenti ma stabili alla luce e quindi necessitano periodicamente, con un intervallo. che può variare da soggetto a soggetto, di un ritocco. 

 

Viene riferito che il costo di tale trattamento è al massimo di 5.000 dollari nettamente inferiore a quello del trapianto di capelli. A nostro avviso non ci sembra un piccolo importo e nemmeno molto inferiore al costo di un trapianto di capelli che comunque è definitivo mentre per tale metodica dobbiamo aggiungere il costo periodico del ritocco.



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