Trapianto di capelli, autotrapianto

Ecco un insieme di argomenti riguardanti il trapianto di capelli, con le risposte alle domande più frequenti.

Trapianto di capelli: cosa succede dopo l'operazione?

L’intervento non è doloroso. La maggior parte dei pazienti può avvertire per 1-2 giorni una sensazione di “tensione” nell’area donatrice (dietro la nuca). Ai pazienti può essere consigliato di dormire con la testa sollevata da due cuscini per i 2-3 giorni successivi all’intervento, in modo da ridurre al minimo la possibilità che si manifesti  edema nella regione frontale.

Le crosticine che si formano su ciascun trapianto possono essere camuffate pettinandovi sopra i capelli esistenti. Tali crosticine cadono nel giro di 10-20 giorni. I capelli trapiantati che si vedono spuntare dal cuoio capelluto potranno inizialmente cadere ma, le radici rimangono e saranno in uno stato di quiescenza per 10-14 settimane trascorse le quali i nuovi capelli inizieranno a crescere.

L’intorpidimento che può talvolta verificarsi nell’area donatrice o ricevente normalmente scompare entro qualche settimana o mesi dall’intervento. In una piccolissima percentuale di pazienti può manifestarsi, per alcuni giorni, un lieve gonfiore nell’area frontale. Questo, eventualmente, compare dopo il terzo giorno dall’intervento e scompare dopo 3-4 giorni.

Cosa causa la perdita dei capelli?

La perdita dei capelli può avere molteplici cause ma, nella stragrande maggioranza degli uomini, si tratta di alopecia androgenetica, più comunemente conosciuta con il termine di "calvizie di tipo maschile". Anche un numero sempre crescente di donne, pari al 30%, può presentare diradamento ed assottigliamento dei capelli con evidenti ripercussioni psicologiche e sociali. Tra le altre cause di perdita dei capelli si annoverano i disturbi tiroidei, la mancanza di ferro, la febbre alta, le diete drastiche, alcuni farmaci, ecc. Vi sono inoltre alcuni disordini del cuoio capelluto di natura dermatologica che possono sfociare in una perdita di capelli temporanea o permanente, come il lupus, il lichen planopilaris e l’alopecia areata.

Molti miti vanno sfatati: la perdita dei capelli non è causata da un rallentamento della circolazione sanguigna, da follicoli ostruiti, dagli shampoo frequenti, dall’uso di cappelli o caschi. E’ inoltre importante ricordare che la maggior parte degli adulti perde approssimativamente dai 75 ai 100 capelli al giorno per un processo naturale attraverso il quale alcuni capelli cadono mentre altri ricrescono; fino a che questo “turnover” rimane bilanciato, il numero di capelli presenti sul cuoio capelluto rimane costante.

Un’altra causa minore di perdita dei capelli è lo stress, che può influire nell’accelerare una perdita di capelli programmata geneticamente.

La propensione alla perdita dei capelli si eredita da entrambe le componenti famigliari e inizia a svilupparsi dopo la pubertà. I capelli predisposti all’alopecia androgenetica iniziano a ridursi di diametro e il loro ciclo vitale si accorcia fino alla loro eventuale scomparsa al contrario i capelli presenti sulle regioni posteriore e laterali del cuoio capelluto sono geneticamente “permanenti” e destinati a rimanere stabili per tutta la vita.

Quante sedute sono necessarie?

Con tale tecnica vengono trasferiti il massimo dei capelli possibile per una seduta, nonostante ciò, nella maggior parte dei casi, sono necessari più di un intervento in rapporto al grado di calvizie ed alle aspettative del paziente.

Cosa succede dopo l’intervento sulla parte operata?

Dopo l’intervento su ogni tagliettino si formerà una piccola crosticina. A cicatrizzazione avvenuta la crosticina si staccherà lasciando un segnetto rosato che con il tempo tenderà a schiarirsi.

Con la crosticina potranno cadere anche i capelli ad essa inglobati, non bisognerà preoccuparsi; dalla zona trapiantata dopo circa tre mesi cominceranno spuntare i nuovi capelli che cresceranno con il ritmo e modalità simili alla loro sede di origine. I punti di sutura dell’area donatrice verranno rimossi dopo 7-10 giorni dall’intervento.

E’ possibile migliorare esiti non estetici di pregressi interventi sul cuoio capelluto?

Alcune metodiche chirurgiche della correzione della calvizie utilizzate nel passato hanno dato risultati estetici scadenti, ad esempio l’aspetto dei capelli a “ciuffi di bambola” o a “spazzolino”, l’aspetto innaturale dei capelli di alcune correzioni eseguite con la “rotazione dei lembi”, gli esiti cicatriziali conseguenti all’impianto di capelli artificiali. Tutti questi disestetismi possono essere corretti con le moderne tecniche di autotrapianto di capelli.