La calvizie può essere causata da ormoni?

 

Premesso che non tratteremo della calvizie androgenetica o calvizie comune, le cui cause sono differenti, parleremo dei principali squilibri ormonali che possono determinare una calvizie.

Le ghiandole endocrine attraverso i propri ormoni condizionano in modo determinante lo sviluppo e il ciclo dei peli e capelli. 

Squilibri ormonali, sia in eccesso che in difetto, possono determinare alterazioni dell’attività del follicolo pilifero e della struttura del capello. Queste modificazioni ormonali possono determinare una aumentata caduta di capelli e la creazione di un’alopecia. Abitualmente una volta che i valori ormonali rientrano nella norma  anche i capelli torneranno a crescere normalmente.

Le alterazioni ormonali responsabili di una calvizie sono dovute principalmente a malattie della tiroide, dell’ipofisi, dei surreni e delle ovaie.

Patologie della tiroide o dell’asse ipotalamo-ipofisario possono determinare un ipotiroidismo (diminuzione degli ormoni tiroidei) o un ipertiroidismo (aumento degli ormoni tiroidei), entrambe le forme, ma soprattutto l’ipotiroidismo, possono essere responsabili di una calvizie con capelli sottili, secchi, fragili e opachi, diradamento dei peli ascellari, pubici e nell’ipotiroidismo nel 25% dei casi si ha una perdita della parte più esterna dei peli delle sopracciglia ( cosiddetto “sintomo di Hertoghe”).

La diagnosi di una patologia tiroidea viene effettuata con l’ausilio di esami ematici quali i valori di TSH (ormone follicolo stimolante prodotto  dall’ipofisi), T3 eT4 (ormoni prodotti dalla tiroide).

Generalmente con un’idonea terapia si torna alla normalità anche per quanto riguarda lo stato di salute dei capelli, ma in alcuni casi i farmaci utilizzati possono determinare un’ulteriore caduta dei capelli.

Patologie dell’ipofisi che determinino una minore produzione ormonale (ipopituarismo) possono essere responsabili di alterazioni del follicolo pilifero e quindi dei capelli simili a quelle determinate dalle patologie tiroidee. Gli ormoni ipofisari possono agire direttamente sul follicolo pilifero o attraverso la stimolazione di ormoni prodotti da altre ghiandole endocrine quali la tiroide e i surreni. I principali ormoni ipofisari interessati sono ACTH (adrenocorticotropo) che agisce sulle ghiandole surrenaliche e il TSH (tireostimolante) che agisce sulla tiroide. Possiamo assistere ad una calvizie con capelli sottili e sfibrati e ad un diradamento di tutti i peli corporei. Le principali patologie dell’ipofisi responsabili di questo quadro sono gli adenomi ipofisari e la sindrome di Sheehan (o necrosi ipofisaria post-partum).

Patologie delle ghiandole surrenaliche quali: il Morbo di Cushing, tumori virilizzanti del surrene, sindromi surrenogenitali femminili da carenza enzimatica congenita possono determinare un’alopecia androgenetica e irsutismo. La causa è dovuta alla produzione patologica eccessiva di ormoni androgeni.

Patologie delle ovaie quali: l’ovaio policistico, tumori secernenti androgeni, possono determinare un’alopecia ed irsutismo.

Esistono poi delle condizioni parafisiologiche (non rientrano nella normalità, ma non sono patologiche) di alopecie da squilibri ormonali che si manifestano nel post-partum e nella menopausa. Queste due forme di calvizie sono dovute fondamentalmente  ad una diminuzione di ormoni estrogeni che svolgono un’azione protettrice nei riguardi della calvizie.  

 

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