Una riflessione sul trapianto di capelli

Trascrizione del video

Sono Piero Rosati, specializzato in autotrapianto di capelli da più di 35 anni. Se siete curiosi di sapere quale sia la tecnica migliore per un autotrapianto di capelli e per recuperare la propria chioma, ecco la mia opinione: non lo dico per attrarre clienti, ma per evitare che le persone restino insoddisfatte dopo l’intervento, con risultati poco soddisfacenti, perdita di capelli e spese elevate. Secondo me, la tecnica migliore è la FUT, che prevede il prelievo da una striscia di cuoio capelluto. Contrariamente a quanto si possa pensare, le cicatrici lasciate da questa tecnica non sono orribili e sono decisamente meno della FUE. 

Parlando della metodica di separazione, possiamo fare un paragone con il trasferire una pianta dal giardino a un vaso. Ci sono due modi: il primo è simile alla tecnica FUE, dove la pianta viene strappata e messa in un vaso. Il secondo metodo, rappresentativo della tecnica FUT, comporta il prelievo di una zolla di terra intorno alla pianta (con una dissezione effettuata al microscopio) prima di trasferirla nel vaso. Qual è il metodo è migliore? Secondo me, quello con la zolla, ovvero la tecnica FUT. Inoltre, con la tecnica FUT e la metodica CFU, si possono ottenere risultati migliori in termini di volume dei capelli e riduzione della trasparenza.

La tecnica CFU, infatti, è la migliore per raggiungere questi risultati e può essere usata solo con la FUT, non con la FUE. Grazie a questa tecnica, possiamo reimpiantare i capelli secondo uno schema ottimizzato per una migliore ridistribuzione, un maggiore volume e una riduzione della trasparenza. Le conclusioni sono lasciate al lettore, come si suol dire, a buon intenditor poche parole!

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