Lifting - Dal ritocco al restyling facciale: come affrontare i segni del tempo

Da: La Repubblica

04 maggio 2010

Lifting - Dal ritocco al restyling facciale: come affrontare i segni del tempo

Microiniezioni che stimolano collagene ed elastina, peeling superficiali, biostimolazioni, fillers riassorbibili: tutte tecniche "dolci" che permettono una veloce esposizione al sole. Più avanti negli anni si può far ricorso al bisturi con metodologie sempre più; tecnologiche: ma occorre rivolgersi al chirurgo plastico e, nella maggior parte dei casi, in anestesia generale

Lifting

Dal ritocco al restyling facciale: come affrontare i segni del tempo

di Claudia Bortolato

Un viso credibilmente giovane: se si sceglie il "ritocco", ormai è acquisito che sia meglio preferire trattamenti progressivi e mini-invasivi piuttosto che un makeover radicale con il temuto effetto prima-e-dopo. «Per questo, nei soggetti con un aging non ancora molto evidente, i "restyling facciali" iniziano solitamente con le tecniche e i materiali più soft», dice Patrizia Piersini, docente della Scuola di medicina estetica Agorà di Milano.
«Alcune metodiche della medicina estetica, come la biorivitalizzazione - le microiniezioni di preparati che stimolano collagene ed elastina, come polinucleotidi, aminoacidi, vitamine e oligoelementi antiossidanti -, funzionano anche in termini di prevenzione, nel senso che possono contribuire a rallentare l'aging. Altra tendenza è far interagire le terapie, sia con l'intento di correggere subito gli inestetismi dell'età sia di accompagnare il viso in una prolungata beauty maintenance: per esempio peeling (in questo periodo, meglio i più superficiali, come i booster) o laser per luminosità e colorito, biostimolazione per idratare, radiofrequenza per rassodare», dice ancora Piersini. Tra i dispositivi più utilizzati ci sono il famoso e "discusso" botox, con microiniezioni nelle aree prescelte, che bloccando la trasmissione dell'impulso nervoso riducono la contrazione muscolare e distensono all'esterno la pelle. L'effetto è temporaneo (quattro-sei mesi) e si inizia a evidenziare dopo una settimana dall'infiltrazione. Sempre molto richiesti i fillers, riassorbibili, come gli ormai classici collagene e acido ialuronico e il nuovissimo geleon di alginato (un composto naturale estratto dalle alghe marine), utilizzati per "riempire" le rughe con un effetto immediato (due sedute l'anno in media), ma anche per ripristinare i volumi del viso nelle zone "svuotate". «Tutti questi trattamenti permettono una veloce esposizione al sole: solo in presenza di piccoli ematomi occorre applicare uno schermo ad alta protezione per evitare la formazione di macchie indelebili sulla zona», dice Piersini.

Ma fino a che punto si può ritardare il bisturi? Sempre più in là negli anni, in molti casi, grazie anche alle più recenti metodologie elettro-medicali, come il laser frizionante e il needling (un medical device - un piccolo rullo circondato da sottilissimi aghi della lunghezza di 1,5 mm - che raggiunge il derma medio per stimolare la produzione di collagene ed elastina). «Con la radiofrequenza, invece, si induce un'ipertermia endogena (il calore che si forma all'interno delle cellule), che compatta le fibre di collagene già esistenti e incentiva la produzione di neocollagene, con un visibile effetto rassodante e di ridefinizione dei contorni del viso», spiega Piersini.
E quando la medicina estetica non basta più? «Solo con lifting, con varie tecniche, da parte del chirurgo plastico», dice il professor Piero Rosati, docente a contratto di chirurgia plastica, Università di Ferrara. «L'intervento può essere effettuato sia in anestesia generale sia, nei casi più limitati, locale con sedazione, e consiste nel riposizionamento e risollevamento della cute, dei muscoli e dell'adipe facciali. Al sole si piò andare dopo tre mesi», spiega Rosati.

Da Venerdì a Roma il congresso della Società italiana di medicina estetica. Riproposta una tecnica con microcannula morbida e flessibile. Al posto degli aghi.

Le iniezioni soft di gel compatto che durano per almeno un anno

di Alessandra Rota

Si chiama "soft lifting" ed è una nuova tecnica per ridare al volto un aspetto più giovane. In sostanza è l'evoluzione delle diffusissime "punturine" (le statistiche parlano di tre donne su cinque che si sottopongono alle iniezioni per "riempire" le rughe). Restylane So ResforaHon, che abbreviato diventa RSR, è la tecnica con microcannula flessibile dei filler riassorbibili all'acido ialuronico che arriva dalla Svezia, ultima "invenzione" per l'uso del gel ultradecennale Restylane dell'azienda beauty Q-Med. E' stata presentata in anteprima a Parigi lo scorso gennaio, i medici italiani l'hanno testata al congresso Sies di febbraio a Bologna e ora sarà illustrata a Roma al Congresso nazionale della Società italiana di medicina estetica (7-8-9 maggio).

«Il gel viene iniettato con una microcannula morbida e molto flessibile che ha la punta smussata, la penetrazione nei tessuti così è pià facile e indolore e l'impianto molto preciso » - spiega Rosalba Russo, chirurgo estetico, vice-presidente della Società italiana di medicina estetica e referente per l'Italia di Q-Med. Il volto viene "diviso" in quattro parti, come fosse un ventaglio, e altrettanti saranno gli impercettibili fori per l'innesto che potrà essere profondo, medio, superficiale. «Non provoca allergie, riduce al minimo l'eventualità di ematomi, si evita il sanguinamento», afferma Diego Gigliotti, chirurgo estetico con una decennale esperienza nell'utilizzo dei filler rimovibili. Il trattamento full face so può fare in una sola volta (due ore circa), oppure in due/tre sessioni, il suo effetto svanisce non prima di un anno.

Più cauta Norma Cameli, responsabile dell'Ambulatorio di dermatologia estetica del San Gallicano di Roma: λLa vera novità, seguita non solo da questa azienda, è quella del filler volumizzante, la nuova moda che negli Usa viene chiamata Pillow Face (faccia a cuscino), per ridare forma giovanile al volto. La microcannula, seppur flessibile, è più amata dai chirurghi che dai medici estetici, che preferiscono gli aghi. La Q-Med l'aveva già utilizzata per l'acido ialuronico tradizionale più denso, SubQ, (poi utilizzato anche con l'ago)» ora si ripronone con cannule più piccole e flessibili e quindi con i gel più fluidi, restylane o perlane» Ma attenti al numero di fiale, raccomandano sia la Russo che la Cameli: all'estero ("più estremisti", dice la Russo) ne usano fino a dodici per il full face. Assai meno della metà sarebbero sufficienti.

Avvertenza: non è una tecnica fai da te e occorrono appositi corsi per imparare a gestire la microcannula (il primo è stato inaugurato a Udine, seguiranno Milano, Bologna e Roma). Così al Congresso Sime, presieduto da Carlo Alberto Bartoletti, si prevedono appositi workshop, corsi e training monotematici su biostimolazione, filler e peeling.

LIFTING VISO E COLLO

L'intervento "classico" consiste nel riposizionamento degli strati cutanei e muscolari. Consente un vero rimodellamento del viso riportando verso l'alto i tessuti scivolati. Si può eseguire anche in endoscopia con l'ausilio di una micro-telecamera.

BOTOX

Neurotossina botulinica (tipo A), purificata e diluita in soluzione fisiologica. Si praticano tante piccole iniezioni che bloccano la trasmissione dell'impulso nervoso, riducendo la contrazione muscolare e distendendo la pelle.

FILLERS

Sono materiali riempitivi riassorbibili, sostanze come l'acido ialuronico, il collagene e il nuovo gel di alginato (uno zucchero estratto dalle alghe marine) che vengono iniettati nelle rughe.

 
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