Tra gli stranieri è boom di interventi estetici

Da: Libero

14 aprile 2010

Tra gli stranieri è boom di interventi estetici

Spicca poi, tra gli immigrati di origine orientale, l'intervento di blefaroplastica […] Ma tra gli esperti di bellezza c'è chi fa dei distinguo, come ad esempio Piero Rosati, chirurgo plastico ed estetico di Ferrara « […] il ricorso alla chirurgia estetica etnica è una forma di omologazione sbagliata perchè ognuno è quello che è e non può nascondere le proprie origini con l'aiuto e l'intervento del bisturi.

Tra gli stranieri è boom di interventi estetici

Si fanno "ritoccare" per sembrare occidentali

di Benedetta Vitetta

I più lo fanno per tentare di integrarsi meglio, per sentirsi più accettati. Qualcuno - forse - spera anche di miglorare, in questo modo, la propria condizione economica. Insomma, lo fanno per non sentirsi e non essere più considerati dei diversi. E per somigliare sempre di più agli italiani. Persino nei tratti somatici.

E così quello che nel resto del mondo è gia da tempo un fenomeno consolidato, ultimamente sta prendendo sempre più piede in Italia. Parliamo della chirurgia estetica "etnica". Quella che punta appunto ad eliminare i lineamenti che danno un aspetto etnico.

E così sono ormai centinaia gli immigrati che, ogni anno, ricorrono al bisturi del chirurgo per addolcire i tratti secondo i canoni estetici più occidentali. A far la parte del leone sono gli stranieri di origine sudamericana quelli che più si rivolgono agli esperti di bellezza per sentirsi "più simili" a noi. L'intervento più richiesto è, senza ombra di dubbio, quello di rinoplastica. Visto che il naso è uno dei caratteri che maggiormente identifica la nazionalità.

«Sono parecchi i pazienti che ho operato ultimamente e che volevano addolcire quello che viene definito il naso "indio" - spiega Marco Klinger, responsabile di unità operativa di chirurgia plastica dell'Istituto clinico Humanitas di Rozzano (Milano) - ossia il naso largo, con poca punta e con narici molto allargate. Si tratta principalmente di cittadini sudamericani, ma anche negroidi, che puntano ad avere un aspetto più caucasico». Per capirci più simile al nostro.

Tra gli interventi più gettonati spicca poi, tra gli immigrati di origine orientale, quello di blefaroplastica che serve ad arrotondare il contorno occhi e a ottenere uno sguardo pià simile a quello europeo. Al terzo posto, infine, c'è - in questo caso i pazienti sono per lo più negroidi - l'intervento per la riduzione delle labbra.

«Oggi - continua Klinger - gli immigrati rappresentano il 10-15% degli interventi che eseguo ogni anno. E mi aspetto che il dato, da qui ai prossimi anni, sarà in decisa crescita».

L'incremento esponenziale dei ritocchi va, ovviamente, di pari passo con la globalizzazione del pianeta e anche con la maggior multietnicità della nostra società. Il fenomeno, inoltre, è indotto dall'imposizione di determinati canoni di bellezza universali, basati sul gusto occidentale, da parte dei media e della pubblicità.

Giovani, con un'età compresa tra i 30 e i 40 anni, e in prevalenza di donne: questo, in estrema sintesi, l'identikit dell'immigrato che bussa alla porta del chirurgo per acquistare un aspetto più occidentale.

Ma tra gli esperti di bellezza c'è chi fa dei distinguo, come ad esempio, Piero Rosati, chirurgo plastico estetico di Ferrara. «Bisogna essere chiari con questi pazienti - afferma - noi, con il nostro lavoro infatti possiamo apportare delle piccole migliorie, ma non possiamo certo cambiare il loro stato e il modo di essere e di vivere. Per questo quando mi si presentano dei pazienti immigrati, io preferisco sempre andarci coi piedi di piombo. Il rischio, infatti, è creare delle false aspettative: per questo prima di procedere preferisco essere chiaro e gli spiego che non si viene accettati meglio dagli altri soltanto con un intervento».

Secondo Rosati, il ricorso alla chirurgia estetica etnica è una forma di omologazione sbagliata perchè «ognuno è quello che è e non può nascondere le proprie origini con l'aiuto del bisturi».

Al di là del boom più recente, la chirurgia estetica etnica ha origini più antiche. Come ricorda il chirurgo di Ferrara, infatti negli anni '30 «erano gli ebrei d'America che ricorrevano al bisturi per tentare di ridurre un poco il loro naso. Un modo come un altro per essere considerati più occidentali. Il mio timore ora è che, tra poco, assisteremo anche all'integrazione all'inverso. Visto che sono sempre di più, ad esempio, gli italiani che vogliono avere un sorriso da neri».

 
Libero - Tra gli stranieri è boom di interventi estetici - Pag. 1Libero - Tra gli stranieri è boom di interventi estetici - Pag. 2