Sempre più le pentite del ritocco

Da: Repubblica

05 agosto 2012

Sempre più le pentite del ritocco

Lifting: un paziente su cinque, soprattutto donne, vuole rioperarsi. Perché ha cambiato idea i il risultato ottenuto non è quello che sperava.

Di Laura Laurenzi 

Il seno più grande? Un peccato di gioventù. Si moltiplicano le pentite del ritocco, scontente del loro decolleté. Non vogliono più le protesi o le vogliono di misura diversa. Dal Rapporti Pit Salute del Tribunale per i diritti del malato emerge un dato allarmante: ben 1 paziente su cinque (soprattutto donne) vorrebbe tornare sotto i ferri. E’ insoddisfatto del risultato: per risparmiare magari si è rivolto a un centro non all’altezza, oppure non si piace più e rimpiange la sua scelta.

Nella classifica degli interventi di chirurgia estetica giudicati insoddisfacenti al primo posto quelli di mastopatia additiva, che registrano i casi di errore più numerosi, con il 30% di segnalazioni; seguono gli interventi di riduzione del seno, con il 15%. Certo, un conto sono gli errori, oggettivi, dei medici e l’impiego di materiali scadenti e un conto è il pentimento della paziente che, magari ad anni di distanza, ci ha ripensato e si piaceva di più prima. Un dato fondamentale da cui non si può prescindere è che oggi nel mondo si stima ci siano oltre 500 mila donne che hanno il seno rifatto con protesi fuori legge.

Rifatte & deluse. Non tutte hanno il coraggio di ammetterlo pubblicamente, ma fra le celebrities il coming out sta cominciando a diventare contagioso. La prima in assoluto ad avere ammesso il suo errore è la sexy bagnina maggiorata di “Baywatch” Pamela Anderson, che già negli anni Novanta si è fatta rimuovere le protesi al seno per poi farsele rimettere, ma di una misura più accettabile. Un’altra che un giorno si è guardata allo specchio e non si è riconosciuta è Simona Ventura: «Non ho più bisogno di queste grandi tette – ha detto – Rivorrei le mie. Ero depressa e mi sono scolpita un corpo perfetto, ora vorrei disfare tutto». Fra le seno-rifatte che si sono pentite figura anche Anna Falchi, che si operò giovanissima: «Avrei fatto meglio ad accettarmi invece che ricercare una perfezione innaturale. Tutto quello che si rifà si vede. Oggi, forse, avrei amato i miei difetti, imparando i trucchi per nasconderli». Una fra le ultime che, dopo essersi fatta lievitare chirurgicamente il seno, ha recitato il mea culpa è Anna Tatangelo: « Mi sono ritoccata una sola volta, ma non ho più intenzione di farlo »:.

Ci sono poi le star che si sono cambiate i connotati del viso, passo falso ancora più grave, come l’attrice francese Emmanuele Béart dalle labbra perennemente imbronciate: « Mi sono rifatta la bocca a 27 anni. Ma è stato un pasticcio… Ovviamente se la mia bocca mi fosse piaciuta non l’avrei rifatta, ma oggi posso dire di essere contraria alla chirurgia estetica e la sola idea di ritornare sotto i ferri mi terrorizza ». Un doppio pentimento storico (seno e labbra) è quello di Alba Parietti: « L’ho fatto per insicurezza. Sono pentita perché adesso che so chi sono capisco che queste labbra e queste tette grosse non fanno per me. Non mi corrispondono: rivorrei il mio fisico androgino ». Desolata l’ammissione di colpa di Nicole Kidman, che oggi ha un viso senza righe ma inespressivo come quello di una bambola: « Non riconosco più la mia faccia. Sono molto pentita. Non fate come me, che sono stata una cavia e ho perso la mobilità della fronte ». Solo della fronte?

Tornando alla statistica delle operazioni di chirurgia estetica giudicate insoddisfacenti, a quelle sul seno seguono gli interventi sui capillari e le plastiche al naso (12%), alle palpebre (9%) e infine alle orecchie (6%).

 

L’esperto: ripensamenti? Aspettare almeno un anno

di Claudia Bortolato

Secondo i dati dell’Osservatorio dermoplastico Isplad, negli ultimi 5 anni, in Italia sono aumentate del 70% le richieste dell’undoing plasty, ovvero delle operazioni che correggono interventi estetici precedenti. In pratica, un ritorno alle origini, quando non ci si sente bene nella nuova immagine o, peggio, occorre “riparare” un esito chirurgico insoddisfacente. « Un risultato capace di migliorare la percezione di sé dipende anche dalla serietà e dall’esperienza del chirurgo. I professionisti seri non promettono miracoli, post interventi facili o recuperi lampo ingiustificati,. Antepongono la descrizione dei contro ai pro all’intervento. E consigliano interventi importanti come ultima ratio » premette Piero Rosati, docente di chirurgia plastica all’università di Ferrara. Ma, tecnicamente, quando si può procedere per correggere, per esempio, lifting o mastoplastiche additive dagli esiti deludenti o problematici? « Ogni caso va valutato individualmente. In linea generale, è necessario aspettare almeno un anno per procedere nuovamente in caso di lifting, rinoplastica, mastoplastica, un po’ meno, 6-7 mesi per otoplastica o blefaroplastica », conclude Rosati.

 

 

 
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